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PR0CRASTINAZI0NE

Tempo di lettura 6 Minuti

Faccio domani ciò che posso fare oggi.

Oppure posso proprio iniziare da lunedì, quale lunedì poi si vede.

La PR0CRASTINAZI0NE è un meccanismo di difesa, procrastinare vuol dire rimandare volontariamente qualunque cosa in un momento futuro non identificato, pur sapendo perfettamente che da ciò se ne possono ottenere conseguenze negative e che la scelta migliore sarebbe quella di fare immediatamente ciò che invece si procrastina.

“Non c’è nulla di più faticoso come sostenere l’eterno peso di un compito non concluso”

William James

All’inizio procrastinare può essere solo una brutta e fastidiosa (soprattutto per gli altri) abitudine, ma quando l’abitudine si consolida inizia a creare problemi a vari ambiti della propria vita. Da abitudine si passa ad un atteggiamento che può far insorgere problemi nella nostra vita a 360 gradi e intaccare l’immagine di noi stessi, in quanto se un’abitudine prolungata nel tempo diventa un atteggiamento, un atteggiamento prolungato nel tempo diventa una personalità.

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A CHE TIPO DI PR0CRASTINAZI0NE APPARTIENI?

La procrastinazione è un modo di gestire un disagio imminente pur sapendo che così facendo se ne crea uno ancora più grosso a lungo termine, ma l’impulso di “fuggire da questo calice amaro” ORA, è più forte di qualsiasi ragionamento ovvio.

In base al disagio che vogliono allontanare da sé i procrastinatori possono essere suddivisi in diversi tipi:

·       TIPO EVITANTE: è una persona che vive con forte stress qualsiasi tipo di incombenza e quindi cerca di rimandarla il più possibile. Qui dietro la procrastinazione c’è la paura, di fare brutta figura, di deludere, di non saper dire di no, di offendere, di sentirsi in imbarazzo. Si manifesta con ansia, stress, nervosismo, spesso con sintomi fisici come emicranie, insonnia, tensioni muscolari, mal di stomaco.

·       TIPO DISORGANIZZATO: è una persona che di solito sopravvaluta sia il tempo a sua disposizione, che le sue reali capacità di affrontare il compito, trovandosi così all’ultimo momento una montagna di incombenze che lo schiaccia. Di fronte a diversi impegni non sa creare una vera scala di priorità, quindi spesso dà priorità a cose che in realtà non hanno una forte imminenza, oppure a inizia cento cose contemporaneamente senza riuscire a portarne a termine una.

·       TIPO EDONISA: è la persona veramente pigra, pensa solo ed esclusivamente al proprio piacere.” Pancia mia sistemata, pancia di tutti sistemata“. Ciò che non ama fare viene rimandato senza scrupoli o preoccupazioni degli altri, in quanto trova sempre qualcosa di più interessante da fare.

·       TIPO INSICURO: è una persona che ha pochissima fiducia in sé stessa, rimanda a lungo prima di agire perché ha paura di fallire, di non essere in grado di affrontare la situazione, e la loro giustificazione più gettonata suona più o meno così: “no ma…io rimando perché tanto ho visto che lavoro meglio sottopressione”.

·       TIPO PASSIVO-AGGRESSIVO:  è una persona che utilizza la procrastinazione come strategia nelle relazioni, è uno strumento che utilizza quando per esempio non sopporta di “essere comandato”, ovviamente secondo il suo punto di vista e quindi si rivale sull’altro punendolo con il suo rimandare.

·       TIPO TUTTO O NIENTE: si tratta di una persona per porta sulle sue spalle il peso del mondo, si sobbarca più impegni di quanti effettivamente non ne possa portare a termine. Le motivazioni per questo tipo di atteggiamento possono essere tante, ma spesso l’epilogo è uguale per tutti: questo tipo di soggetto viene brutalmente schiacciato dalle responsabilità e spesso abbandona tutto all’improvviso.

La TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE è la terapia di eccellenza per risolvere questa abitudine disfunzionale. Le emozioni condizionano il nostro mondo interiore e l’interpretazione di quello esterno, le aspettative che abbiamo per il futuro. La paura è una di quelle emozioni che attiva un meccanismo di evitamento-fuga, e i pensieri negativi su di sé che si creano dopo che ciò accade  aumentano l’ansia e la paura dando così vita ad un circolo vizioso dentro il quale ci si sente strozzare.

Con adeguate strategie cognitive, emotive e comportamentali si cerca di rendere più funzionale il proprio modo di agire. Ovviamente ogni tipo di procrastinatore dovrà lavorare su focus diversi, per esempio il tipo evitante avrà bisogno di concentrarsi ed esporsi gradualmente alla paura, quello disorganizzato imparare a creare delle vere scale di priorità e gestire il proprio tempo, ecc.

Ma per tutti quanti valgono alcune considerazioni generali:

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ACCRESCERE LA CONSAPEVOLEZZA

Essere consapevoli è il primo passo per qualsiasi tipo di crescita personale.

La consapevolezza è libertà. La procrastinazione non è un impulso irrefrenabile, come spesso si pensa, bensì una scelta e quindi dipende dalla persona se attivarla o meno. Per poterla controllare bisogna capire che tipo di stimolo la innesca, capire cosa induce tale comportamento e prendendo consapevolezza di ciò si riesce a identificarne gli stimoli e le emozioni attivanti di modo da poter scegliere un comportamento meno dannoso a lungo termine.

NON ABBANDONARSI AD AUTOCRITICA E A SENSO DI COLPA

Il senso di colpa paralizza la creatività e quindi blocca, cristallizza ogni forma di vita

Alcuni procrastinatori sono molto insoddisfatti di se stessi e sono veramente molto pretenziosi nei loro confronti, richiedendosi un livello di perfezione tale che il fallimento è l’unica ovvia conseguenza. Questa ricerca della perfezione blocca l’azione, in quanto se non c’è o si pensa di non averla,  bisogna ricercala prima di fare qualsiasi tipo di movimento. Ma se così fosse, nessuno di noi da bambino avrebbe mai potuto imparare a camminare, eppure ci si è alzati in piedi e barcollando, cadendo, rialzandoci, abbiamo imparato a migliorare sempre di più. Per modificare schemi mentali e comportamentali ci vuole gradualità, costanza e impegno. Ci si muove per piccoli passi, ma ci si muove.

RISTRUTTURARE SCHEMI MENTALI DISFUNZIONALI

Se non sei aperto a vedere la grazia, puoi anche camminare sull’oro e non vederlo.

Mi ricorda molto il libro L’alchimista di Coelho. In tutti noi e non solo nel procrastinatore ci sono schemi mentali disfunzionali che come le lenti di un occhiale interpretano il mondo interno ed esterno, individuare questi schemi, comprenderli (non giustificarli), capire quando e come si attivano e decidere di non cedere ma di attivare azioni più adeguate è l’essenza del cambiamento. Non si deve essere dell’umore giusto per fare qualcosa, non si deve aspettare che si sia il momento giusto per iniziare il cambiamento. Non si devono per forza iniziare le cose di lunedì…….ma ADESSO VA BENISSIMO…….SE SI DECIDE!

Il cambiamento di cattive abitudini è difficile, non pensare di potercela fare da solo, nessuno può sempre fare da solo, alcune volte è meglio farsi aiutare, si possono avere successi migliori, in minor tempo e con meno dispendio di energia.

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PER CHIEDERE AIUTO CI VUOLE PIU’ CORAGGIO CHE NON FARLO.