Vai al contenuto

LA DEPRESSI0NE

Tempo di lettura 9 Minuti

LA DEPRESSI0NE è un disturbo dell’umore molto diffuso. Volendo fare statistica potremmo dire che 15 persone su 100 ne soffrono e si calcola che su 6 neonati almeno uno soffrirà in età adulta di DEPRESSI0NE. E’ un disturbo che può colpire persone di qualunque età, ma la fascia più colpita è quella tra i 25 e i 44 anni ed è più presente tra le donne.

La DEPRESSI0NE clinica o maggiore è uno stato clinico ben preciso e ben diverso da una giornata storta in cui ci si sente tristi o più demoralizzati del solito. Nel linguaggio comune la parola DEPRESSI0NE, o “sono depresso”, viene spesso utilizzata in modo inappropriato e questo è uno dei motivi per cui probabilmente, per una sorta di contrappasso, della vera depressione maggiore, se ne parla poco.

Ultimamente vari personaggi famosi hanno esposto e fatto conoscere la loro condizione, aiutando così a porre i riflettori sulla depressione. Fedez ha parlato delle difficoltà emotive che deve affrontare dopo la sua diagnosi oncologica ( se non lo avete ancora fatto, leggete il mio articolo sul Pre-lutto oncologico) e sugli effetti collaterali che ha avuto utilizzando alcuni psicofarmaci. Tiziano Ferro, ha scritto una canzone molto bella sulla depressione che da anni lo affligge, la stessa Lady Gaga ne ha parlato.

Ma perché è stato importante che personaggi famosi abbiamo ammesso di soffrire di DEPRESSI0NE?

 Perché se anche gli dei dell’Olimpo ne possono soffrire, allora può veramente capitare a chiunque, non solo a persone “di serie B”. Ha permesso alla gente di identificarsi e capire che non c’è nulla di cui vergognarsi, la DEPRESSI0NE non è una caratteristica di persone fallimentari, bensì è una patologia vera e propria e non dipende dall’essere o meno capaci o incapaci.

La DEPRESSI0NE maggiore è quindi una patologia clinica in cui sono presenti specifici sintomi prolungati nel tempo, almeno per 15 giorni, causando un disagio significativo nella qualità della vita quotidiana.

donna depressa che ha una sessione di psicoterapia presso l ufficio del medico
LA DEPRESSI0NE 7

Diagnosi di DEPRESSI0NE

 Per essere diagnosticata una depressione maggiore si devono riscontrare sintomi ben precisi.

Almeno uno dei criteri tra:

  • Umore depresso: che deve durare per tutto il giorno, e quasi tutti i giorni per un periodo prolungato nel tempo. Per umore depresso si intende che la persona percepisce tristezza, si sente vuota, disperata ed è tendente al lamentio e al pianto.
  • Marcata diminuzione di interesse o piacere: disinteresse per tutte le attività che prima creavano piacere. Spesso in queste persone si possono riscontrare anedonia ( stanchezza, affaticamento, mancanza di energie) e una forte demotivazione ad intraprendere qualunque attività.

Almeno tre dei seguenti criteri:

  •  Aumento o diminuzione significativa dell’appetito.
  •   Insonnia o ipersonnia
  •   Rallentamento o agitazione psicomotoria
  •   Disturbi del sonno
  • Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi e quindi riuscire a prendere delle decisioni anche molto banali e questo getta la persona ancora più nello sconforto.
  •  Pensieri ricorrenti di morte e/o suicidio che possono manifestarsi come un vago senso di morte aleatorio, fin o ad arrivare a pianificare un suicidio.

Il sintomo prevalente nella depressione è la sensazione di essere inutili, di non servire a nulla, addirittura di essere colpevoli, colpevoli di non valere nulla, arrivando anche ad odiarsi in modo feroce. Si guarda la propria vita e tutto appare un fallimento, un susseguirsi di momenti di assoluta mediocrità di cui si è colpevoli.

Spesso la DEPRESSI0NE è associata ad altri disturbi, sia psicologici che medici. 25 persone su 100 che soffrono di disturbi organici, come per esempio tumore, invalidità corporee di vario tipo, e altro, soffrono anche di DEPRESSI0NE, che può portare ad un ulteriore aggravamento della problematica fisica, sia perché in quanto depressi si collabora meno nelle cure, sia perché si ha una risposta di sfiducia nel futuro e nelle stesse cure, portando a peggiorare il sistema immunitario e tutto il complesso equilibrio mente/corpo.

Questo non vuol dire che chi soffre di depressione perché “ha seri problemi è giustificato e chi invece non” ha nulla di veramente grave “, è sano e magari anche una vita agiata e piena di cose belle non ha il diritto di ammalarsi di depressione.

 Questo purtroppo è un motivo che porta a parlare poco di DEPRESSI0NE, in quanto spesso la domanda che viene fatta è perché sei depresso? Che problemi hai? Eppure hai salute, una bella casa, una bella famiglia…..che ti manca?” E di fronte a questa domanda che non è necessariamente fatta da altri, ma che le stesse persone depresse si fanno continuamente, ci si chiude in un profondo isolamento, in quanto si sta male ma si pensa di nonaverne il diritto. Ciò rende la DEPRESSI0NE ancora più violenta e porta all’isolamento, al far finta, al mettersi una maschera per nascondere una colpa che non esiste, sprofondando sempre di più e permettendo alla depressione di cronicizzarsi.

Chi si ammala di DEPRESSI0NE è facile che ne soffra diverse volte nella vita; nel primo esordio è facile trovare o pensare di aver individuato un evento scatenante, come per esempio un trauma o un lutto, ma per le ricadute diventa sempre più difficile, in quanto da un evento esterno si passa ad eventi interni all’individuo che possono essere impercettibili come un abbassamento dello stato d’umore.

Spesso il disturbo depressivo compromette in modo grave la vita quotidiana di chi ne soffre, il lavoro, lo studio, le relazioni sociali, tutto diventa difficile e complesso. Più la persona affetta è giovane e più le conseguenze sono gravi e violente.

figura medica 3d con cervello evidenziato
LA DEPRESSI0NE 8

Ma quali sono le cause delLA DEPRESSI0NE?

 Non si ha una letteratura sufficientemente corposa per poter rispondere adeguatamente a questa domanda. Per dare una spiegazione ci si rifà a un modello bio-psico-sociale, la realtà è che le cause possono essere molteplici e si differenziano da persona a persona; ci possono essere cause ereditarie, legate all’ambiente sociale, lutti, malattie, traumi, problemi lavorativi o sociali o relazionali, ecc. Si può avere sia una vulnerabilità biologica che psicologica ed entrambe possono interagire e dare vita al disturbo.

Ricordiamo che comunque una persona vulnerabile può anche non ammalarsi mai di DEPRESSI0NE se non vi è un fattore scatenante che può essere sia un evento negativo, ma a sorpresa può anche essere un evento positivo……e stressante, come per esempio la nascita di un figlio , che pur essendo un evento gioioso crea uno tsunami nell’organizzazione delle abitudini di vita, stress, sonno e una ovvia limitazione di libertà reale o solo percepita. Questo riguarda sempre il primo esordio, quello in cui è facile individuare l’evento esterno, nelle ricadute diventa sempre più difficile e addirittura quasi impossibile.  

LA DEPRESSI0NE è una delle principali cause di sofferenza emotiva e difficoltà di vita nel mondo. Nasconderla, schernirla o negarla è stata per troppo tempo la risposta più utilizzata. Adesso cerchiamo di affrontarla in modo adeguato.
LA DEPRESSI0NE 9

Come si può curare LA DEPRESSI0NE?

Contro la DEPRESSI0NE adesso abbiamo vari strumenti che possono riguardare il versante farmacologico con tutta una serie di antidepressivi e altre tipi di farmaci, si ha il versante psicoterapeutico, il versante delle terapie olistiche e nuove frontiere che prendono in considerazione i risultati di ultime ricerche in cui viene sottolineato l’importanza del collegamento stomaco/cervello e quindi l’importanza del microbioma intestinale nella produzione di “ormoni della felicità”.

Tirando l’acqua al mio mulino, essendo io un terapeuta cognitivo-comportamentale, posso dire che la TCC ha dimostrato scientificamente una buona efficacia sulla sintomatologia sia acuta che ricorrente. Nel corso di questo tipo di terapia la persona viene aiutata a prendere consapevolezza dei propri processi mentali, delle proprie distorsioni cognitive e circoli viziosi comportamentali che mantengono la malattia, aiutandolo cosi a sostituirli con nuovi processi mentali più funzionali ed efficaci.

Inoltre si insegna alle persona a prendersi cura della propria salute mentale e rimanere allerta su quelli che possono essere gli indizi dell’insorgenza di un nuovo momento depressivo, rendendo consapevole l’individuo della sua vulnerabilità e accentandolo non più come fonte di debolezza bensì come caratteristica di sé degna di essere accettata e curata. Si possono utilizzare protocolli specifici come l’induzione ipnotica, la Schema Therapy, la Mindfulness, in base alle situazioni ed ai pazienti.

Dal versante fisiologico, abbiamo detto che possono essere usati psicofarmaci antidepressivi, ma ultime ricerche hanno portato alla scoperta di un meccanismo cerebrale che si attiva per proteggere il cervello dalle infiammazioni intestinali e quando questa barriera cerebrale si chiude innesca stati di ansia e depressione. Sembra quindi che l’intestino controlli la funzionalità del cervello.

Quando l’intestino soffre di infiammazioni croniche, quindi si parla di un intestino gocciolante (Leaky-gut), il suo cancello non svolge più la sua funzione e molecole indesiderate vanno in circolo e raggiungono il cervello. Qui esiste un secondo cancello che in presenza di queste molecole, chiude l’accesso per proteggerlo dall’infiammazione. Il cervello così si isola e va in ansia e depressione.

Sicuramente neurobiologi, gastroenterologi e credo tutti i medici “specializzatOLOGI”, in questo momento stiano inorridendo di fronte alla lettura della mia spiegazione sicuramente poco raffinata, molto superficiale e sempliciotta, ma non per tirarmela credo che detta così possa essere facilmente capita da tutti i non addetti ai lavori.  

Riprendendo il discorso in modo più serioso, secondo questo filone di ricerca bisogna quindi lavorare sull’intestino per far richiudere il cancello principale e far riaprire il cancello cerebrale, e per fare ciò bisogna ridurre l’infiammazione intestinale.

Come si può curare l’infiammazione cronica intestinale? (altro attacco apoplettico da parte dei gastroenterologi che già vedo creare una chat whatsapp per organizzare il mio linciaggio pubblico) Bisogna curare particolarmente l’alimentazione, utilizzare Postbiotici e attivare stili di vita che non vadano ad aumentare lo stato di stress, che a sua volta attiva l’infiammazione e così il loop ha inizio.

Su questo versante la psicoterapia può essere di aiuto non solo come cura, ma anche come prevenzione, andando a lavorare proprio sulle distorsioni cognitive e sui processi mentali inconsci che sono alla base dell’aumento dello stress.

In questo percorso alla ricerca del benessere la terapia può essere affiancata, in una visione a 360 gradi della presa in cura del benessere dell’essere umano anche da altri approcci come lo yoga e la reflessologia. Ma non essendo questi miei campi mi fermo qui e lascio dire ai professionisti.

Riassumendo in modo brutto brutto:

1.   Chiunque può ammalarsi di DEPRESSI0NE, perché la depressione è una patologia, non un “non ha un ca…o da fare e quindi è depresso”.

2.   Chiunque ha il diritto ( pensa te come è messa male l’umanità se si deve reclamare il diritto di poter essere depressi) di ammalarsi di depressione che abbia o no motivazioni socialmente e culturalmente condivise.

3.   In quanto malattia si ha il diritto e il dovere di curarla (se ti viene la vaginite vai dal ginecologo, se ti viene la prostatite vai dall’andrologo, il tutto senza vergognarti).

4.   Ci sono molti strumenti per poter affrontare la DEPRESSI0NE sia acuto che cronica, sia al primo esordio che nelle recidive, attivare un percorso multidisciplinare ovviamente permette di affrontare lo stesso problema da molteplici aspetti e si moltiplicano le possibilità di successo.

5.   Le persone con la DEPRESSI0NE, anzi tutta l’umanità dovrebbe decidersi una volta per tutte di iniziare a prendersi cura della propria salute mentale.

Ricordatevi, le persone felici

sono troppo occupate a vivere bene la loro vita

e non vengono a rompere nella tua.