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LA DE-SENSIBILIZZAZI0NE SISTEMATICA

Tempo di lettura 7 Minuti

In due articoli precedenti, ”Quando il corpo diventa mente“ e “dememorizzare il corpo”, ho ampiamente parlato del connubio corpo mente e dell’importanza di aiutare il corpo a liberarsi di memorie sensoriali ormai automatiche.

Una delle tecniche più utilizzate ed efficaci è la De-sensibilizzazi0ne sistematica.

Non si può eliminare un comportamento se non se ne crea uno opposto e più funzionale, o si rischia di lasciare solo il vuoto.

Sulla base di questo assunto, se si vuole modificare un comportamento considerato negativo e disfunzionale, allora ne dobbiamo promuovere un altro più adeguato che vada a sostituirlo. Nella tecnica della de-sensibilizzazi0ne sistematica l’obiettivo è quello di sostituire una risposta ansiogena o negativa a determinati eventi con una risposta di rilassamento o addirittura positiva.

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La de-sensibilizzazi0ne sistematica fa parte delle tecniche di esposizione, tecniche mediante le quali il paziente viene esposto ad uno stimolo o una situazione temuta aiutandolo a sperimentare il cambiamento mettendo alla prova nuovi comportamenti, nuove percezioni, nuovi pensieri attraverso cui guardare la situazione.

Tra le tecniche di esposizione oltre alla de-sensibilizzazi0ne sistematica possiamo trovare l’esposizione graduata in immaginazione, in vivo o in realtà virtuale e l’esposizione non graduata o flooding.

Ritornando alla de-sensibilizzazi0ne sistematica è stata sviluppata dallo psichiatra Joseph Wolpe e si tratta alla fine di un controcondizionamento.

Recuperiamo l’esempio fatto nello scorso articolo: la persona che dopo un incidente stradale vive nella paura e nell’angoscia. Qui c’è stato un vero è proprio condizionamento dopo un evento traumatico (l’incidente), il corpo e la mente si sono autocondizionati attraverso la ripetizione continua a reagire con ansia, paura e angoscia ogni qual volta la persona si trovava a ricordare l’evento traumatico, poi macchia d’olio  questo condizionamento si è esteso e perfezionato , angoscia e ansia sono state le reazioni anche a situazioni simili, a oggetti coinvolti, a luoghi e tutto ciò che poteva anche solo lontanamente essere associato o ricondotto all’evento traumatico.

Questo percorso di condizionamento spesso avviene lentamente e spesso ben giustificato o nascosto tanto da non essere immediatamente identificato dalla consapevolezza, utilizzando meccanismi di evitamento-fuga e autoboicottaggi vari.

“Avrei voluto guidare, ma si è proposto PincoPallo di accompagnarmi”, oppure “da quando la macchina è stata dal meccanico, mi sono abituato ad andare in giro in bici”, e così via…….poi quando l’evitamento non è più possibile e quindi si deve esplicitare il proprio malessere, ormai il condizionamento è andato così avanti da essersi ben consolidamento e diventato un vero e proprio problema per la vita della persona.

LE 3 FASE DELLA DE-SENSIBILIZZAZI0NE SISTEMATICA:

  • FASE UNO: si identifica bene lo stimolo che provoca ansia e paura, nel nostro esempio storico è guidare l’auto. Si identificano forme diverse dello stimolo e si cercano di ordinare di intensità dal più debole al più intenso. Consiglio sempre di scrivere ogni singolo stimolo su bigliettini diversi di modo da porteli spostare con molta più facilità. Spesso pensiamo che uno stimolo sia più ansiogeno di un altro, poi invece pensandoci su ci si rende conto che devono essere spostati di intensità…..con i bigliettini singoli questi cambiamenti sono più facili. Alla fine si deve creare quella che viene chiamata scala sud, in cui i vari stimoli sono ordinati dallo stimolo 1 (mi crea una lieve ansietta) allo stimolo 100 (preferisco morire ucciso da lupi feroci piuttosto che anche solo pensare di sottopormi a ciò).
  • FASE DUE: la persona apprende strategie per affrontare gli stimoli, alcuni strumenti possono essere il rilassamento muscolare, oppure strategie di autoipnosi, oppure imparare a creare stati d’animo più elevati come la gioia, l’amore, la curiosità che possono contrastare emozioni negative, vengono impiegati esercizi nei quali le persone portano alla mente pensieri gradevoli e rilassanti.

Tutte queste strategie vengono insegnate durante varie sessioni e ripetute fino a quando la persona riesce a padroneggiare perfettamente ogni tecnica e ad utilizzarle con disinvoltura passando da una all’altra o creando personali strumenti FUSION per sé.

  • FASE TRE: la persona collega le strategie apprese con lo stimolo che provoca ansia e paura, seguendo la scala sud, cioè partendo dal gradino più basso e passando al successivo solo quando questo è pienamente risolto o controcondizionato. All’inizio l’esposizione allo stimolo, o meglio al gradino della scala sud può essere effettuato in immaginazione per poi aggiungere l’esposizione in vivo. Personalmente lavoro in un modo completo messo a punto in anni e anni di lavoro…..riprendiamo il nostro esempio storico dell’incidente……..

Il nostro protagonista dopo un incidente non guida più la macchina, non solo, ha ansia e angoscia al solo pensiero di dover spostare la macchina dal garage; anche  trasportato è in ansia, uno di quelli che si attaccano alla maniglia posta in alto vicino allo sportello e che frenano su un pedale fantasma urlando a te che stai guidando di stare attento. Insomma, la situazione è veramente critica.

Prima cosa prendiamo un sacco di bigliettini singoli e lo aiutiamo a scrivere su ogni bigliettino una singola sub espressione dello stimolo angosciante…..facciamo degli esempi: leggere notizie di incidenti, guardare in tv scene di film con incidenti, passare a piedi dal luogo in cui ho avuto l’incidente, guardare l’auto parcheggiata in garage, ecc, ecc. Fino ad arrivare alla morte nera dei gradini della scala sud e cioè: guidare da solo passando nel posto esatto in cui ho avuto l’incidente.

Una volta scritti tutti questi bigliettini li si mette in ordine, dal meno ansiogeno (1) alla follia più totale (100). Noterete che questa non è una fase poi così semplice e scontata, oltre al fatto che mentre li ordinate può cambiare l’idea iniziale di gravità del fatto, questi bigliettini si possono modificare anche durante le fasi di esposizione sia in immaginazione che in vivo, scoprendo che quella situazione che si credeva più o meno paurosa invece deve essere posta su gradino diverso.

Da qui l’utilità dei bigliettini singoli, facilmente spostabili e che danno lo stesso una sensazione di ordine. Immaginate una lista scritta con cancellature e modifiche o doverla riscrivere a ogni cambiamento, tortura e confusione!

Spingendo quotidianamente i nostri limiti riusciamo a piccoli passi, a superare le paure che ci vietano o ci limitano il possesso della nostra esistenza.

Angelo D’Arrigo

La scala s.u.d è pronta, prendiamo il primo gradino e diamo vita alle danze.

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Si può iniziare con una esposizione in immaginazione, cioè il nostro soggetto dopo aver effettuato strategie di rilassamento, immagina la situazione del gradino presa in considerazione e appena percepisce l’arrivo di emozioni negative le affronta e le stempera con le tecniche apprese. Poi per il concetto sopracitato di non lasciare il vuoto e per trovare risorse anche nel buio della notte, prova a immaginare la stessa scena, ormai decondizionata dalle sensazioni negative, cercando di sviluppare in sé emozioni positive come piacere, curiosità, divertimento, ecc.

La ripetizione, come in tutti gli apprendimenti è di fondamentale importanza e padroneggiare, vuol proprio dire essere in grado di applicare in modo automatico. Nel momento in cui immaginando la scena di quel gradino il nostro guerriero non attiverà più immediatamente ansia e angoscia, bensì emozioni e sensazioni piacevoli…..si potrà passare al gradino successivo.

La cosa incredibile e che crea stupore quando diventa consapevole della scala sud, è che quando si supera un gradino, è come togliere un mattoncino da sotto e la scala si abbassa, il 100 diventa 99, poi 98, poi 97 e alla fine quell’episodio che sembrava assolutamente impossibile si trasforma in difficile, poi diventa complesso, piano piano si avvicina e alla fine diventa fattibile.

In internet, in tantissimi articoli e libri troverete tutte le informazioni possibili e immaginabili sulla desensibilizzazione sistematica, ma difficilmente vi verrà detto di andare oltre al semplice eliminare ansia ed angoscia, quasi nessuno vi dirà di pensare più in grande del semplice ripristinare vecchie capacità. Io invece vi dico che tutto ciò può diventare una grande opportunità per far sì che si impari a creare nuova gioia, nuovo stupore anche da situazioni dolorose. Quindi fate un ulteriore passetto, eliminate l’ansia e cercate la bellezza!

Se la merda deve arrivare in ogni caso,

tanto vale trasformarla subito in concime.

Il Buddista riluttante