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IL SENS0 DI C0LPA

Tempo di lettura 8 Minuti

                                                                                                                      

Il SENS0 DI C0LPA è un’emozione complessa, dal punto di vista evolutivo si definisce subito dopo le emozioni di base e ha come ruolo quello di bloccare negli esseri umani tutti quegli atti considerati immorali.

Da questo punto di vista, IL SENS0 DI C0LPA sembra utile e adattivo, dal momento che permette la riflessione, il cambiamento e la possibilità di attivarsi per poter rimediare ai torti fatti ma è anche molto soggetto agli aspetti culturali di appartenenza che creano un consenso condiviso su quali azioni dovrebbero essere “colpevoli” e quali no.

Quindi il fatto che venga innescato o no, dipende soprattutto dal contesto culturale in cui la persona è immersa e da cui  viene ritenuto giusto o sbagliato.

Quando però IL SENS0 DI C0LPA si trasforma in giudizio e in condanna perpetua, il rischio è quello di scivolare nella sofferenza eccessiva e quindi in una psicopatologia che usa forme rimuginative di auto-accusa fino a sfociare in vere e proprie forme di dolorosa auto-punizione.

Non potendosene fare una ragione

se ne fece un torto

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QUANDO NASCE IL SENS0 DI C0LPA

IL SENS0 DI C0LPA nasce dallo scollamento tra ciò che si ritiene giusto in base ai propri ideali, regole morali e contesto sociale ed il proprio comportamento.

Per questo viene definita una emozione morale. Si tratta di un’emozione secondaria che, a livello evolutivo, si sviluppa secondariamente alle emozioni primarie come gioia, rabbia, tristezza, paura, sorpresa e disgusto. Come per la vergogna e l’orgoglio, si manifesta a partire dai due anni, quando il bimbo, costruitosi un primo senso di sé, può pensare alla propria persona nel contesto sociale e avvertire su di sé il giudizio degli altri.

L’esperienza della colpa si acquisisce con il tempo e nasce dalla consapevolezza di aver fatto qualcosa di sbagliato rispetto ai propri canoni morali.

Di solito IL SENS0 DI C0LPA è un sentimento che si esaurisce con il tempo, ma può anche perdurare a lungo nel momento in cui la persona non è in grado di accettare di aver sbagliato e continua a tormentarsi fino a quando non ritiene che l’errore sia stato espiato.

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QUALI TIPI DI SENS0 DI C0LPA

Quando ci accorgiamo che le cose potrebbero andare come non vogliamo, nasce IL SENS0 DI C0LPA.

Si parla di SENS0 DI C0LPA quando si guarda allo stato anticipatorio della colpa, solo quando lo stato delle cose è già concluso si passa dal senso di colpa alla colpa.          

 Anche se ognuno di noi ha una diversa propensione alla colpa, possiamo identificare due diverse tipologie:

  • COLPA DEONTOLOGICA: indotta dalla violazione di una norma etica. Si avverte quando l’individuo crede di aver violato qualche regola sociale o qualche suo personale imperativo morale.
  • COLPA ALTRUISTICA: indotta dalla violazione di un principio altruistico. Questo tipo di colpa è interpersonale perché è legato alla tendenza della persona di provare empatia verso le sofferenze degli altri. Viene definito un senso di pena per non aver fatto abbastanza, oppure aver involontariamente danneggiato le altre persone attraverso anche il solo pensare ai propri bisogni.

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COLPA E PSICOPATOLOGIE

IL SENS0 DI C0LPA può diventare patologico quando assume i connotati di un’emozione negativa costante e sproporzionata rispetto al comportamento commesso o omesso.

Si manifesta quando l’individuo  tende ad assumersi la responsabilità degli eventi su cui non ha potuto avere controllo, continuando a guardarsi indietro e addolorarsi nel tentativo di capire cosa avrebbe potuto fare di diverso.

Gli individui che sono assorbiti in modo patologico da questa emozione finiscono per centralizzare tutta la loro vita su di essa. Questo tipo di funzionamento si può riscontrare spesso anche in alcuni disturbi psichici come:

  • Depressione: la persona auto-incolpa se stesso continuamente in alcuni casi fino al delirio.
  • Disturbi ossessivo-compulsivi: la persona punisce se stesso per aver anche solo pensato a qualcosa si riprovevole secondo la sua deontologia.
  • Disturbo d’ansia: la persona sente una discrepanza fra il proprio sé reale dal sé ideale e questo distanza che non riesce a colmare lo mantiene in un continuo stato di angoscia e vergogna.
  • Disturbo da stress post-traumatico: la persona si attribuisce la responsabilità di un evento traumatico anche quando effettivamente non ne ha.

 

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IL SENS0 DI C0LPA E SINTOMI FISICI

IL SENS0 DI C0LPA genera prima di tutto un malessere interiore percepito come un continuo senso di turbamento. A ciò si associano altri sentimenti come la rabbia, la paura, la tristezza, tutti derivanti dall’aver violato ed essere mancanti nei propri principi morali.

IL SENS0 DI C0LPA genera anche un sentimento di rimorso per ciò che è stato fatto o per ciò che non è stato fatto, ed il rimorso può avere vari livelli di intensità, in base a quanto sono stringenti le regole morali violate.

Le persone che provano SENS0 DI C0LPA patiscono tutte queste tensioni interne che tendono poi a manifestarsi ed esprimersi attraverso un processo di somatizzazione e diventano veri e propri sintomi fisici come per esempio:

  • Mal di testa
  • Mal di stomaco
  • Dermatiti di vario tipo
  • E molti altri sintomi fisici

La persona che soffre di sensi di colpa accusa molto spesso anche ansia con tutta la sintomatologia ad essa associata come per esempio tachicardia, respiro corto, tensione muscolare, disturbi del sonno e in particolar modo insonnia ma anche risvegli notturni continui che danno poi una sensazione di spossatezza e stanchezza, oltre che confusione e “nebbia mentale”.

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DALLA COLPA AL SENS0 DI C0LPA

La natura complessa della colpa la rende un’emozione difficile da gestire essendo legata a filo doppio con la moralità di ciascuno. Prendere consapevolezza di ciò che si è commesso oppure omesso e che ciò non può essere più rimediato è il primo passo seppur sconvolgente.

La colpa è un’emozione che scaturisce da un evento passato e il processo che la mantiene in vita è la rinuginazione.

Per colpa si intende il continuo ripensare a come sarebbe potuta andare una situazione diversamente da come è andata. Il continuo riportare il passato nel presente attraverso immagini e pensieri legati all’evento porta a distaccarsi dalla realtà e non godere a pieno della quotidianeità.

I pensieri di chi è in colpa sono tipo: “mi sento una brutta persona perché ho rovinato tutto e non merito nulla di buono”.

La colpa è un’emozione che ha lo scopo di mettere in guardia dagli eventi. Se però si cronicizza, diventa patologica e……..

bisogna mettere in discussione tutto il modo di affrontare le situazioni, i pensieri e i comportamenti che si ha come schema mentale e che se non modificato per ogni situazione e per il resto della vita ci farà soffrire.

La colpa può celare però anche  un senso di onnipotenza o perfezione “è tutta colpa mia”, attuata attraverso un eccessivo controllo della realtà. Tutto ciò però può indurre le altre persone ad esercitare potere perché facendo leva sul senso di colpa si può tenere in scacco  la persona fino a portarla ai limiti della colpa.

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COME SUPERARE IL SENS0 DI C0LPA

Il primo passo in assoluto è riconoscere ed elaborare le proprie emozioni. E’ assolutamente necessario confrontarsi con i propri sentimenti e capire ciò che li attiva.

Comprendere le emozioni è la chiave per risolvere il conflitto interiore che turba la persona che si sente in colpa. Accettare il fatto che non si può tornare indietro e cambiare il passato, continuare a rimuginarci sopra alla fine non solo non serve, ma diventa un esercizio fine a se stesso.

Prendere coscienza del fatto che ciò che si è commesso o non si è commesso non piò essere rimediato, vuol dire dover guardare in faccia quella parte di sé fallibile e limitata che spesso non si vuole accettare.

 Prendere atto delle proprie debolezze e mettere in discussione il proprio senso di autoefficacia è veramente destabilizzante, soprattutto per quelle persone per cui il senso di colpa è una distorta manifestazione del senso di onnipotenza, cioè per quelle persone per cui dire “è tutta colpa mia” vuol significare “tutto dipende da me, sono io ad avere tutto sotto controllo, se mi sfugge qualcosa sono un fallito”.

Per loro rinunciare al senso di colpa vuol dire rinunciare al senso di onnipotenza.

Bisogna imparare a perdonarsi, accettando il fatto di essere fallibili e di poter commettere errori, questa non è una giustificazione, bensì una spiegazione che porta poi all’evoluzione della persona che può così ricostruire la stima verso di sé senza però sfuggire alle proprie responsabilità.

Un primo passo può essere quello di prendere coscienza degli aspetti fisiologici di questa emozione, capire come agisce su di noi e a partire da quali situazioni la innesca, di modo da poter prendere familiarità con le sue espressioni e imparare a regolarla.

In un secondo momento, ridotte le espressioni fisiologiche si può lavorare sulla inevitabile fase dell’accettazione di ciò che non possiamo cambiare, cioè del passato; con tutte le strategie che sicuramente un terapeuta può aiutare ad apprendere e a mettere in campo.

La capacità di perdonare (e non giustificare) se stessi è il focus per una condizione di maggior benessere psicofisico, in cui godere di maggiore capacità di empatia e minor rischio di depressione.

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E molte volte, in effetti,

l’unica colpa che hai è il SENSO DI COLPA

che non dovresti avere.

                                                                     Germano Milite