Vai al contenuto

EMDR

Tempo di lettura 7 Minuti

Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i m0vimenti oculari.

                                                                                                                      

In un precedente articolo abbiamo parlato di Desensibilizzazione sistematica, qui parleremo di un altro strumento di desensibilizzazione basato però sui movimenti oculari…..l’ EMDR.

La tecnica è stata sviluppata negli Stati Uniti d’America nel 1987 da Francine Shapiro, per molti anni è stata senior researcher a Palo Alto.

L’utilizzo di questa tecnica è volto ad eseguire uno specifico protocollo che si sviluppa in otto fasi, di ricordo e di rievocazione delle esperienze negative, nel tentativo di far abituare o meglio desensibilizzare il paziente ai ricordi traumatici, attivando in contemporanea una “distrazione”, o meglio, una rielaborazione attiva del ricordo, con movimenti ritmici degli occhi, oppure tamburellando le dita in modo ritmico o attraverso stimolazione sonora, sempre in modo ritmico.

All’inizio l’EMDR veniva utilizzato principalmente nel trattamento dei traumi e del disturbo post-traumatico da stress (PTSD). Ultimamente però la ricerca si è estesa a disturbi psicopatologici diversi.

EMDR e Disturbo Post Traumatico da Stress

Il Disturbo post Traumatico da Stress si sviluppa quando una persona è esposta ad un evento traumatico in cui ha vissuto o è venuto a contatto con la morte, la possibile morte o lesioni così gravi da essere simili alla morte. La risposta della persona comprende sempre una incontenibile paura, sentimenti di impotenza e di profondo dolore.

Chi ha  affrontato un evento tale, lo rivive continuamente in diversi modi e per questo mette in atto tutta una serie di meccanismi di evitamento  di tutti quegli stimoli che sono realmente o ideologicamente associati all’evento traumatico. Quindi se ha subito un grave incidente in macchina, il fatto di rivivere emotivamente e continuamente quell’episodio, porta la persona a evitare tutto ciò che in qualche modo stimola ulteriormente il ricordo di quel trauma come per esempio andare in auto, vedere delle auto, nei casi gravi anche il semplice colore dell’auto, anche se su altri oggetti, può creare profondo disagio.

Nella persona con PTSD si verificano alterazioni dell’umore e cognitive. Si è notato che a causa di un evento estremamente stressante si ha l’interruzione del normale modo di processare l’informazione da parte del cervello. Si è notato un fallimento nel creare una memoria coerente dell’esperienza , in quanto tutti gli aspetti di memoria, pensiero, sensazioni fisiche ed emotive dell’evento traumatico non riescono ad essere integrati fra di loro e confrontate con altre esperienze.

La patologia quindi emerge a causa dell’immagazzinamento disfunzionale delle informazioni connesse all’evento traumatico. Questo provoca un “congelamento” dell’informazione nella sua fase ansiogena allo stesso modo in cui è stata immediatamente vissuta. L’informazione così congelata e incastrata all’interno delle reti neurali non riesce ad essere elaborata (o digerita se vogliamo usare una metafora) e quindi continua ad essere invalidante per la persona.               

I movimenti oculari ritmici insieme all’individuazione precisa dell’immagine traumatica, delle convinzioni negative ad essa legate e del disagio emotivo, permettono la rielaborazione dell’informazione fino a risolvere tutti i condizionamenti emotivi.  Dal quel momento la persona può utilizzare  l’esperienza in modo costruttivo ed integrarla in un sistema cognitivo ed emotivo funzionale.

La tecnica EMDR procede attraverso catene di associazioni collegate con stati emotivi che condividono elementi sensoriali, cognitivi ed emotivi del trauma. La metodologia non è di tipo direttiva come abbiamo visto per la REBT, la persona è incoraggiata a lasciar scivolare le cose limitandosi a notarle mentre le memorie liberamente associate si esprimono come flash.

Seguendo le teorie del condizionamento classico, promuovere l’attenzione a informazioni collegate ai sentimenti di paura facilita l’abitudine e la modificazione della paura stessa.

Durante la terapia EMDR, i terapeuti spesso accedono solo a brevi dettagli della memoria traumatica e incoraggiano il distanziamento dell’immagine in questo caso considerato funzionale per il processamento della memoria e non è visto come un meccanismo di evitamento-fuga cognitivo.  Spesso l’EMDR comprende anche risposte emotive che seguono un evento stressante analizzando stati affettivi, sensazioni fisiche, pensieri, emozioni e credenze.

Il cambiamento cognitivo che la terapia EMDR provoca, fa notare come la persona può avere accesso a informazioni correttive e collegarle alla memoria traumatica e ad altre reti di memorie associate…… e tutto questo avviene solo con piccole indicazioni da parte del terapeuta.

donna di affari con il punteggio a qualcosa o toccando bianco bac
EMDR 5

EMDR come avviene:

Per poter iniziare una seduta di EMDR bisogna trovare un target, un ricordo disturbante preciso. Si procede in senso cronologico, partendo dai ricordi del passato, seguendo quelli del presente e infine anticipando possibilità future.  Una volta individuato il ricordo target si chiede alla persona di individuare la fotografia, l’immagine peggiore di quell’evento.

Si prosegue definendo la cognizione negativa che la persona ha sviluppato su di sé in relazione a quel ricordo e le più gettonate di solito sono “non valgo, sono incapace, sono cattivo….”. Identificare le giuste cognizioni negative è fondamentale perché l’EMDR trasforma solo il materiale realmente disfunzionale, mentre quello veritiero non viene modificato; per esempio le vittime di un terremoto possono avere la cognizione veritiera “ero totalmente impotente”, che non può essere modificata, però la cognizione “sono impotente” anche nel presente, può essere modificata perché non è più veritiera ed è disfunzionale.

Per poter lavorare attraverso EMDR quindi la cognizione negativa, deve riferirsi a se stessi ed essere sostenuta nel presente.

Arrivati a questo punto si identifica la cognizione positiva, cioè ciò che alla persona piacerebbe pensare di se stessa ripensando a quell’evento, questo serve per definire una visione alternativa del trauma. In un secondo momento vengono individuate le emozioni provate nel presente in relazione all’evento traumatico. L’intensità di queste emozioni viene valutata all’inizio e continuamente monitorata durante tutto il processo di desensibilizzazione. Infine si fa attenzione alle sensazioni fisiche provate nel ricordare l’evento traumatico, che possono presentarsi come memorie corporee dell’esperienza traumatica ( Quando il corpo diventa mente).

Dopo aver definito tutto ciò riguardo al ricordo traumatico, si procede con i movimenti oculari la cui distanza, velocità e direzione vengono definiti in modo diverso per ogni paziente. Dopo ogni set, si chiede al paziente un riscontro per valutare  le nuove informazioni, pensieri, immagini o emozioni che sono sopraggiunti durante la rielaborazione.

Lemon Tuesday
EMDR 6

Le 8 fasi dell’EMDR:

  1. ANAMNESI: si deve sempre verificare l’idoneità del paziente ad una terapia EMDR, la stabilità personale e le risorse possedute.
  • PREPARAZIONE DEL PAZIENTE:  vengono spiegate al paziente la teoria, la procedura e i possibili disturbi che potrebbero insorgere l’elaborazione, sia in seduta, che tra una seduta e l’altra. E’ opportuno insegnare tecniche di rilassamento che possono essere di aiuto per rilassarsi in caso di eccessiva attivazione durante l’elaborazione.
  • ASSESSMENT: definire il target, immagine peggiore, cognizione negativa, cognizione positiva, emozioni e sensazioni fisiche.
  • DESENSIBILIZZAZIONE: che avviene tramite set di movimenti oculari e che si conclude solo quando il livello di disturbo dell’immagine si riduce a zero (desensibilizzazione sistematica).
  • INSTALLAZIONE DELLA COGNIZIONE POSITIVA: è la ristrutturazione cognitiva dell’evento traumatico. E si continua con i set per rinforzare la cognizione positiva.
  • SCANSIONE CORPOREA: si valuta se sono ancora presenti sensazioni corporee ripensando all’evento.
  • CHIUSURA: ha l’obiettivo di verificare l’equilibrio del paziente a cui viene richiesto di compilare un diario in settimana nel caso in cui emergessero pensieri, emozioni, o altro associato all’elaborato.
  • RIVALUTAZIONE: la settimana successiva si verifica se in settimana sono insorti nuovi disturbi o immagini turbanti relative al ricordo iniziale.

Non è facile prevedere la durata di un trattamento con EMDR, quindi se pensavate che fosse una magia veloce in cui bastava sventolare le dita davanti agli occhi…..siete cascati male. Terminato il lavoro sul passato, si lavorerà anche sul presente, cioè su ciò che resta del problema e infine sul futuro quindi su come si può reagire la prossima volta che ci si trova nella stessa situazione. La durata inoltre dipende dal tipo di trauma, dalle circostanze di vita del paziente, dal numero di eventi traumatici avuti e dalla loro intensità. Può quindi essere breve o durare molto in base a tutti questi elementi.

Quindi mi dispiace deludere, ma nemmeno questa volta ho potuto parlare di una tecnica miracolosa e veloce……..magari prima o poi……
Voi non demordete e continuate a leggere i miei articoli!