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DISTURB0 DA TIC

Tempo di lettura 6 Minuti

DISTURB0 DA TIC COME E QUANDO IDENTIFICARLO

Il DISTURB0 DA TIC rappresenta uno dei disturbi neuropsichiatrici più frequenti in età evolutiva. Oltre il 10% di tutta la popolazione manifesta TIC durante l’infanzia o l’adolescenza. Infatti il DISTURB0 DA TIC è classificato all’interno dei disturbi del neurosviluppo.

IL DISTURB0 DA TIC
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MA CHE COSA è UN TIC?

Con la denominazione TIC si intendono tutti quei movimenti stereotipati e non finalizzati, che una persona compie senza avere il controllo e spesso senza avere consapevolezza del TIC stesso. I TIC possono essere sostanzialmente transitori e quindi si parla di DISTURB0 transitorio DA TIC o cronici e allora si parla di DISTURB0 PERSISTENTE DA TIC.

I tic possono manifestarsi in diverse modalità e possono coinvolgere uno o più blocchi corporei, possono coinvolgere gli occhi, la voce, altre parti del corpo e addirittura il comportamento.

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TIPOLOGIE DI DISTURB0 DA TIC

Vi possono essere diverse tipologie di TIC:

I Tic motori comprendono le smorfie del viso, i movimenti del collo, colpi di tosse, ammiccamenti. Fanno parte dei Tic motori anche quelli vocali , come per esempio emissioni di suoni non voluti, lo sbuffare, il raschiarsi la gola. Questi appena descritti sono tic motori e vocali detti semplici in quanto coinvolgono solo alcuni elementi corporei e sono determinati da movimenti brevi e spesso molto veloci.

Ma i tic motori possono essere anche complessi quando coinvolgono più elementi corporei e sono caratterizzati da vere e proprie sequenze di movimenti; come per esempio battere i talloni per terra, saltare, toccare ripetutamente oggetti, mimare.

Anche i tic vocali possono essere complessi ed essere così definiti Tic comportamentali , ne sono un esempio:

  • La coprolalia: comportamento compulsivo patologico che provoca la necessità esplosiva di pronunciare parole o frasi dal contenuto volgare.
  • L’ecolalia: la ripetizione modello eco di frasi, parole o suoni sentiti per ultimi.

Esistono anche :

  • Tic distonici che sono movimenti coordinati consecutivi con però un fine inesistente.
  • Tic sensitivi scatenati di solito da una stimolazione esterna e frequentemente riscontrato nella Sindrome di Tourette.
  • Tic transitori riscontrabili più frequentemente in età infantile
  • Tic persistenti che esordiscono in genere tra i 4 e i 7 anni, raggiungono il picco di massima intensità in fase pre-adolescenziale, per poi spesso attenuarsi nella prima età adulta.
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EZIOLOGIA DEL DISTURB0 DA TIC

Alcune persone sembrano maggiormente predisposte rispetto ad altri a manifestare un DISTURB0 DA TIC a causa dell’alterazione di un gene nel cromosoma 13, ma non è così matematio che a predisposizione genetica segua poi una manifestazione del tic nervoso.

In altre situazioni vi possono essere disfunzioni cerebrali e del sistema nervoso centrale che fondamentalmente incidono su due neurotrasmettitori: la dopamina e la serotonina che sono anche coinvolte nei meccanismi cerebrali di movimento e nella regolazione dell’umore.

Anche i disagi psicologico ossessivo-compulsivi che cercano di contrastare l’ansia verso determinati momenti della vita o situazioni, possono essere alla base delle cause del tic.

Nei tic vi può essere una implicazione di tipo neurologico riferito soprattutto ai gangli della base. I tic causati da malattie neurologiche vengono chiamati discinesie , cioè alterazioni del movimento; queste possono essere una conseguenza di un danno neurologico alla nascita, di un trauma cranico, dell’uso di farmaci antiemetici e psichiatrici.

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LA SINDROME DI TOURETTE

Tra le patologie più conosciute e caratterizzate da movimenti involontari con un esordio infantile si ha la Sindrome di Tourette che è sostanzialmente caratterizzata da tic facciali, movimenti involontari multipli del corpo, ecolalie e corpolalie.

La gravità dei tic può andare da lievi a invalidanti per la vita quotidiana e spesso questi pazienti hanno una forte comorbilità con il Disturbo da Deficit d’attenzione e iperattività (ADHD) e Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) che peggiorano il quadro clinico del paziente stesso.

Le cause di questa sindrome non sono ancora chiare , vi sono fattori genetici ed ambientalie si ipotizza un metabolismo anormale della dopamina.

A differenza di altri disturbi del movimento, i TIC DI TOURETTE sono sopprimibili per periodi di tempo limitati e sono spesso preceduti da un impulso premonitore non desiderato.

Esempi di impulso premonitore possono essere: la sensazione di avere un grattino alla gola, o un disagio al collo o alle spalle che portano alla necessità di fare un colpo di tosse, schiarisi la gola, ruotare il collo o alzare le spalle. Il TIC è sentito come un modo per alleviare questa sensazione di fastidio.

Per via di questi impulsi premonitori i TIC della Sindorme di Tourette sono descritti come semi-volontari.

L’intervento psicoeducativo e nei casi più gravi anche farmacologico, sono spesso necessari per aiutare il paziente ad affrontare i sintomi della sindrome. La prognosi è positiva, solo una minoranza di bambini presentano gravi sintomi che persistono in età adulta.

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FATTORI AMBIENTALI

Negli ultimi decenni sono stati individuati fattori e condizionamenti ambientali nel DISTURB0 DA TIC. Un esempio è un’educazione particolarmente repressiva e ridiga che può portare la persona a reprimere le proprie emozioni in una continua sfida di controllo ed a percepire, in contemporanea, un forte senso di insucurezza e inadeguatezza.

Quando in comorbilità vi è anche un DOC o un ADHD, è fondamentale intervenire anche su questi aspetti con interventi psicologici e alcune volte anche farmacologici al fine di migliorare la qualità della vita del paziente e ridurre l’incidenza del TIC.

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FARMACI E DISTURB0 DA TIC

Di solito per i tic semplici e complessi vengono utilizzate tre categorie di psicofarmaci:

  • Le benzodiazepine
  • Gli ansiolitici non benzodiazepinici
  • I neurolettici

In alcuni casi possono essere usati anche gli antidepressivi. I farmaci èiù efficaci comunque risultano i neurolettici classicicome l’ aloperidolo , ma a causa dei forti effetti collaterali a carico del del sistema extrapiramidale vengono preferiti neurolettici di nuova generazione come il risperidone.

Ricordiamo che i farmaci NON GUARISCONO I TIC ma aiutano solo il paziente a controllarli.

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INTERVENTO PSICOLOGICO

I TIC vengono trattati fondamentalmente utlizzando la tecnica dell’esposizione e della prevenzione della risposta con la funzione di estinguere i pensieri e i rituali che il paziente mette in atto per gestire l’ansia.

Dopo che la persona avrà imparato a riconoscere i sintomi del disturbo, viene valutata la frequenza e la tipologia del sintomo attraverso un questionario auto-valutativo e attraverso strumenti standardizzati , definendo un ordine gerarchico delle situazioni che scatenano i sintomi e i comportamenti disfunzionali.

In terza battuta si espone il paziente ad alcune situazioni ansiogene presentate in maniera crescente sia all’interno del setting terapeutico che in un contesto di vita quotidiana (Scala sud in esposizione in vivo). L’obiettivo è quello di aiutare il paziente ad apprendere che l’ansia diminuisce anche se non si attiva il comportamento evitante.

Vi sono due principali modelli di terapia comportamentale utlizzati per trattare il DISTURB0 DA TIC:

  • L’Habit Reversal Training: HRT, spesso definita come addestramento per lea regressione delle abitudini disfunzionali, in cui si affronta separatemente ogni tic, prima prendendone coscienza, poi imparando una risposta competitiva che lo previene.
  • L’Exposure and response prevention: ERP, utilizzata principalmente del DOC, ha come target tutti i tic insieme e prevede l’esposizione graduale o prolungata alla situazione che innesca i sintomi e la prevenzione della risposta, cioè l’interruzione dei comportamenti messi in atto dopo il contatto con lo stimolo per un tempo maggiore di quello generalmente tollerato. Sconfiggendo il tic per un tempo maggiore, il paziente può abituarsi alla sgradevole sensazione premonitrice (allarme-tic) che spesso precede il tic stesso e che di solito si placa emettendo il tic stesso.

Molto spesso l’utilizzo di tecniche di rilassamento come Il rilassamento progressivo di Jacobson, ed altre tecniche di rilassamento, aiutano il paziente ad avere maggiore consapevolezza degli stati di tensione, della loro collocazione nel corpo e di come rilassarsi prima dell’insorgenza di un accumulo tale da essere concausa dei tic.

Anche l’utilizzo di esercizi di yoga per ridurre gli stati di stress e aumentare la consapevolezza corporea ha dato ottimi risultati sia con gli adulti, ma soprattutto con i bambini.