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DEMEMORIZZARE IL CORPO

Tempo di lettura 8 Minuti

Nell’articolo precedente Quando il corpo diventa mente, abbiamo detto che per cambiare pensare positivo non basta, dire “voglio essere felice”, non basta, dobbiamo DEMEMORIZZARE IL CORPO.

La mente conscia può sinceramente voler essere felice, ma il corpo è programmato da anni in modo diverso. Quindi molte persone pensano consciamente in un modo ma sono all’opposto.

Quando corpo e mente sono in conflitto , non può esserci cambiamento.

Ma facciamo per un attimo un passo indietro.

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Le emozioni sono il prodotto finale di esperienze passate; quando vivi un’esperienza il cervello riceve informazioni dai cinque sensi e quando il cervello riceve queste informazioni dispone i neuroni secondo uno schema specifico che rilascia delle sostanze chimiche che creano delle sensazioni fisiche a cui noi diamo il nome interpretato di emozioni. Quando percepisci queste sensazioni ti rendi conto che è avvenuto un cambiamento nel mondo interno, ne cerchi quindi la causa nell’ambiente esterno, e quando ci riesci crei un ricordo.

Riesci infatti a ricordarti meglio le esperienze vissute perché richiami alla memoria le sensazioni che sono state provocate dentro di te quando è avvenuto quella determinata esperienza.

A questo punto facciamo un tipico esempio: il tuo capo ti fa una bella strigliata, ti urla contro, di parla in modo arrogante e ti accusa di varie nefandezze. All’inizio ti senti teso, inizi a tremare, hai addirittura la nausea. Poi inizi ad avere paura, a sentirti tradito, abbandonato, arrabbiato.

Quindi tutte le informazioni sensoriali hanno alterato il tuo stato interiore, sono state rilasciate sostanze chimiche che hanno dato il via a tutta una serie di sensazioni che abbiamo interpretato come emozioni precise, e tutto questo ha modificato il tuo ambiente interiore.

Torni a casa e ricordi l’accaduto, lo sguardo accusatorio del capo, le sue urla, e tutto questo ti fa scatenare le stesse sensazioni che a loro volta ti fanno provare le stesse emozioni, e sono così forti che il tuo corpo crede di essere ancora lì e lo crede tutte le volte che ci ripensi. Ripetendo e ripetendo nella tua mente questo ricordo tu stai condizionando il tuo corpo a vivere nel passato.

A questo punto, il corpo (non ancora mente) è così obiettivo che non fa distinzioni tra emozioni provate nella vera esperienza ed emozioni prodotte dai soli pensieri interiori. Per il corpo sono la stessa cosa.

E se questo ciclo continua per anni, questa continuità chimica inganna il corpo e lo spinge a credere di vivere sempre nel passato. Il corpo diventa a tutti gli effetti la memoria del passato.

vecchio e ragazzini sul ponte
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Il corpo vive ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, nel passato.

La maggior parte di noi vive nel passato e fa opposizione a vivere in un nuovo futuro perché il corpo è così abituato a vivere nelle tracce chimiche di esperienze passate che sviluppa un attaccamento verso di esse, le considera familiari.

Sensazioni ed emozioni non sono negative di per sé, sono solo il prodotto finale di esperienze; ma se noi viviamo sempre nel passato, non possiamo accogliere nulla di nuovo.

Vivere nel passato non è un processo conscio, bensì subconscio, quest’ultimo gestisce la maggior parte dei processi fisici e mentali che sono al di sotto della coscienza, che noi definiamo così familiari e ripetute da essere diventate automatiche. L’insieme delle risposte subconscie di routine possono essere viste come un pilota automatico.

Supponiamo che tu abbia avuto un incidente in macchina da cui  sei venuto fuori illeso ma con un forte spavento. Quando ripensi a quell’evento ricrei le stesse emozioni nel cervello e nel corpo come se l’evento stesse accadendo di nuovo. Per attivare quel programma basta un pensiero casuale, una reazione a un evento esterno e tu riprovi le stesse emozioni legate a quel passato doloroso. La miccia potrebbe essere passare dallo stesso luogo dell’incidente, oppure vedere una macchina simile a quella con cui tu hai avuto l’incidente, o addirittura semplicemente pensare di dover guidare di nuovo prima o poi. E prima che tu possa portare alla coscienza l’accaduto, provi di nuovo le stesse emozioni.

 Quando ciò accade è il corpo che governa la mente. La mente conscia potrebbe anche trovarsi nel presente, sapere che è un altro giorno, ma il corpo subconscio sta vivendo nel passato.

C’è anche un altro modo in cui restiamo bloccati e ci impediamo di cambiare, possiamo addestrare il corpo a vivere in un futuro PREVEDIBILE.

Spesso noi condizioniamo il corpo a vivere in un futuro che NON desideriamo, ci facciamo ossessionare da uno scenario apocalittico basato su un ricordo del passato. Riprendendo l’esempio dell’incidente in macchina possiamo iniziare a concentrarci su possibili nuove situazioni di incidenti, magari ancora più gravi e siamo così determinati su quel possibile futuro (anche se diciamo di non volerlo) che i pensieri che facciamo inizieranno a trasformarsi in esperienze e una volta che il pensiero diventa esperienza, il prodotto finale è un’emozione. Quando iniziamo a vivere l’emozione dell’evento prima ancora che questo accada il corpo reagisce come se l’evento fosse realmente in svolgimento. Il corpo non riconosce la differenza tra evento reale e immaginazione.

Bloccato e ossessionato dalla possibilità di avere incidenti in auto, sei così concentrato sulla realtà che ti aspetti che non sei in grado di focalizzarti su nulla altro.

Ma …..visto che i nostri pensieri riescono a farci star male possono anche aiutarci a star bene.

Ritorniamo alla situazione dell’incidente:  tu vivi per molto tempo in una situazione in cui l’angoscia e la paura la fanno da padroni. Le sostanze corrispondenti a queste emozioni inondano le cellule; nel corso del tempo questa emozione è diventata un umore e nel corso degli anni  un temperamento.

In base a quanto si è detto sulle emozioni, si può ben dire che fintanto che tu sarai aggrappato alla paura e all’angoscia, il tuo corpo reagirà come se stesse ancora sperimentando quegli eventi.

composizione per depressione e disturbi mentali
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Bisogna quindi dememorizzare il corpo

Uno strumento molto utilizzato nella terapia cognitivo-comportamentale è la desensibilizzazione sistematica, sia in vivo che in immaginazione. Si può cercare di modificare il proprio modo d’essere e memorizzare un nuovo sé neurochimico, ciò avviene quando una parte del nostro cervello chiamata cervelletto prende il sopravvento, e questo avviene quando noi siamo in grado di ripetere un’esperienza senza più sforzo, l’azione è ormai memorizzata e diventa un’abitudine. Il cervelletto è la sede dei ricordi non dichiarativi, cioè hai detto e fatto una cosa talmente tante volte che la fai in modo automatico anche se non sei in grado di spiegarla.

Riprendiamo sempre l’esempio dell’incidente, ti sei letto tutti gli articoli di autoaiuto, i libri sul trauma e visto tutti i video di youtube su come superare gli ostacoli. Sei diventato un esperto in materia, a livello teorico. Un giorno tuo figlio ti dice che ha bisogno che tu l’accompagni in macchina ad un appuntamento importante per lui la settimana prossima. I figli ‘so piezz e core e per loro si fa di tutto , decidi così di mettere alla prova tutto quello che hai imparato, di provare a dememorizzare il tuo corpo di modo da affrontare la prova e dare a tuo figlio il genitore degno che merita.

Nel momento in cui decidi fermamente, inizia ad accadere una cosa meravigliosa, decidi di non reagire più con la solita serie di programmi automatici e inizi a pensare a chi non vuoi più essere e a chi vuoi diventare al suo posto, pensi a come non vuoi sentirti, a come non hai intenzione di reagire quando avverrà la situazione.

Il tuo lobo frontale inizia a “raffreddare” i circuiti neurali collegati al vecchio IO, stai smantellando il tuo vecchio modo di reagire e a impedirgli di essere ancora la tua identità. Ti chiedi come puoi modificare il tuo comportamento e le tue reazioni in modo che le esperienze che vivi ti portino a provare sentimenti nuovi.

Ed ecco che a questo punto ti immagini una vera e propria scala di situazioni ( scala SUD) dallo step più semplice, al più difficile in cui fai cose che riguardano il guidare e portare il figliuolo a destinazione…..e magari senza morire di infarto. Ti visualizzi nell’atto di memorizzare la strada , di sederti al volante con l’auto ancora in garage, di portare fuori dal garage l’auto e parcheggiarla in strada, ecc, ecc; ad ogni passo modifichi le tue emozioni sostituendo angoscia e paura con rilassamento e fiducia.

Nel corso dei giorni successivi, mentre provi mentalmente il tuo nuovo sé ideale, modifichi i tuoi processi neurologici, di modo da avere, quando ti troverai a guidare, i circuiti giusti al posto giusto.

Puoi anche frammentare l’esposizione in vivo in passaggi, cioè dopo averlo vissuto più e più volte in immaginazione e modificato le emozioni associate, puoi esporti a quel frammento di situazione, e questa volta lo fai mantenendo la tua consapevolezza, ricordi quello che hai imparato e lo metti in pratica.

Quando la reazione, il comportamento e le emozioni riguardanti questo frammento sono quelle giuste, si aggiunge il frammento successivo, fino ad arrivare al fatidico giorno.

E’ così che modifichi il tuo comportamento e contieni le reazioni emotive impulsive. Con questo procedimento predisponi il cervello limbico a preparare una nuova miscela di sostanze chimiche, che genereranno una nuova emozione, i tuoi muscoli si rilasseranno e ti godrai il momento.

Stai così fornendo un ricordo associativo, stai istruendo il corpo con le informazioni a disposizione della mente, passando dal pensare al fare, e i tuoi comportamenti finalmente corrispondono alle tue intenzioni consce.

medici di fondo grunge dna 3d con la figura maschile con le cellule del cervello e virus
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Mente e corpo sono allineati e lavorano insieme

Non mollare però, non è sufficiente che mente e corpo lavorino insieme una sola volta. Devi saper padroneggiare quel comportamento e puoi dire che padroneggi un comportamento quando hai condizionato te stesso con pensieri e sentimenti selezionati e nulla nella tua vita materiale ti può distogliere dal tuo obiettivo…….quindi RIPETERE, RIPETERE, RIPETERE finchè non sarà automatico.

Ma soprattutto ricorda, così come ti sei condizionato a stare male, puoi condizionarti a stare bene.

La felicità è una scelta, non qualcosa che ti capita per caso.

BIBLIOGRAFIA:

Dr. Joe Dispenza “Cambia l’abitudine di essere te stesso”. Edito: My life, 2012

Dr. Joe Dispenza “Effetto placebo” Edito: My life, 2015