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DECADIMENT0 C0GNITIV0

Tempo di lettura 6 Minuti

Il DECADIMENT0 C0GNITIV0 è una condizione che di solito interessa le persone avanti con gli anni. Quando si comincia ad invecchiare si può avere delle difficoltà cognitive: improvvise dimenticanze, alterazione dell’umore, difficoltà a consolidare nuove memorie come ricordi o appuntamenti, difficoltà di concentrazione, a trovare la parola che si ha sulla punta della lingua e altre difficoltà.

La popolazione nel mondo diventa sempre più anziana e uno scorretto di stile di vita fa si che ogni anno sia sempre maggiore il numero di casi di DECADIMENT0 C0GNITIV0, sia nella sua forma lieve, a cui si riferisce con l’acronimo MCI; sia nelle forme di demenza più gravi ed invalidanti.

3d sfondo medico con una figura maschile con cervello e cellule di virus
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PERCHE’ SI SVILUPPA DECADIMENT0 C0GNITIV0?

La demenza è considerata una patologia cronica degenerativa in continuo aumento, la prevalenza dei casi si ha nei paesi industrializzati e negli ultraottantenni. Nel 2015 in Italia le persone affette d una forma di demenza erano 1 milione e 200 mila.

La prima causa che favorisce l’aumento dell’MCI è ovviamente l’avanzare dell’età; influiscono tuttavia anche fattori di rischio vascolare dal  omento che questi tipi di patologie possono intaccare i vasi sanguigni cerebrali. Teniamo anche conto, come fattori di rischio, l’obesità, sempre più presente nei paesi industrializzati, e l’abuso di alcool e di altre sostanze, tutti elementi che sottopongono a forte stress le funzionalità cerebrali.

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I TIPI DI DECADIMENT0 C0GNITIV0:

Il declino cognitivo può variare da una forma lieve, ad una moderata, ad una grave.

  • Declino cognitivo lieve: le persone possono iniziare a notare alterazioni nelle funzioni cognitive, difficoltà di attenzione, nella memoria; ma sono ancora in grado di condurre autonomamente le loro attività quotidiane.
  • Declino cognitivo moderato: le persone sono in grado di rispondere in maniera abbastanza adeguata alle domande riguardo le proprie preferenze, le scelte, le decisioni sulla loro vita e riescono a rispondere abbastanza adeguatamente circa le domande sui loro dati demografici.
  • Declino cognitivo grave: può portare alla perdita della capacità di comprendere il significato o l’importanza delle cose e la capacità di parlare o scrivere, con conseguente incapacità di divere in modo indipendente.
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I SINTOMI DEL DECADIMENT0 C0GNITIV0:

I sintomi più comuni di un declino cognitivo lieve sono nell’immagazzinare nuove informazioni e alcuni altri deficit di memoria e concentrazione come per esempio:

  • Incapacità di ricordare cosa si è fatto anche pochi giorni prima.
  • Difficoltà a ricordare impegni ed appuntamenti
  • Dimenticare dove si sono messi oggetti vari
  • Nell’arco di una stessa conversazione dimenticare le informazioni ricevute e ripetere la stessa domanda più volte.
  • Confondere date, eventi, situazioni, persone.
  • Irascibilità e irritabilità nelle conversazioni e nelle relazioni con gli altri.
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DIAGNOSI E TEST:

Nel momento in cui si sospetta la possibilità di un declino cognitivo, è norma cercare di effettuare una valutazione neuropsicologica da un professionista.

Il primo obiettivo è quello di discriminare tra invecchiamento normale e declino cognitivo patologico; una volta che si conferma la presenza di un declino cognitivo sarà opportuno andare ad esaminare vari aspetti come:

  • Attenzione: selettiva, divisa, sostenuta
  • Funzioni esecutive: pianificazione, memoria di lavoro, flessibilità mentale, inibizione, giudizio critico.
  • Memoria: a breve e a lungo termine, sia verbale che spaziale.
  • Linguaggio: espressivo e ricettivo
  • Abilità percettivo-motoria: abilità di progettare ed elaborare informazioni, per esempio visive.
  • Cognizione sociale.

In una valutazione neuropsicologica si utilizzano varie scale per poter definire al meglio i vari aspetti del decadimento, alcune di esse sono:

  • MMSE: anche bonariamente detto minimental, è un rapido e sensibile strumento per l’esplorazione delle funzioni cognitive e delle sue modificazioni nel tempo.
  • Test di Pfeiffer: è un test ideato per rilevare la presenza e l’intensità di perturbazioni cognitive di origine organica in pazienti anziani.
  • CDR: valuta in modo veloce e pratico lo stadio della demenza. E’ uno strumento che permette la facilitazione comunicativa con l’area medica , in quanto indispensabile per la programmazione del trattamento farmacologico e cognitivo-comportamentale.
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COME PREVENIRE IL DECADIMENT0 C0GNITIV0:

L’Organizzazione mondiale della sanità, nelle sue linee guida Risk reduction of cognitive decline and dementia, pubblicate nel 2019 sostiene che l’attività fisica e uno stile di vita sano sono due strategie importanti per prevenire la demenza e il rischio di DECADIMENT0 C0GNITIV0 nella popolazione.

Ma cosa si intende per stile di vita? Cattive abitudini come la sedentarietà, il fumo, il consumo eccessivo di alcol, una alimentazione non equilibrata e ricca di grassi, possono favorire il deterioramento cognitivo. Anche alcune malattie concorrono nel pervenire di un decadimento cognitivo, come per esempio il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, l’obesità, la depressione. Ecco che uno stile di vita sano, riduce il presentarsi di queste malattie e quindi riduce la possibilità di declino cognitivo.

Determinanti sono anche i fattori legati alla socialità e al rapporto con il mondo esterno: l’isolamento sociale e l’assenza di stimoli cognitivi sono implicati nell’insorgenza della demenza e del decadimento cognitivo.

Ecco perché uno stile di vita sano, che tiene conto sia della cura del corpo sia della cura della mente/psiche è la più valida strategia di riduzione del rischio di demenza.

Quindi, circa il 40% dei casi di demenza può essere attribuito a fattori di rischio modificabili che possono essere gestiti attraverso il cambiamento di comportamenti lesivi durante la mezza età.

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VADEMECUUM PREVENZIONE:

In generale ecco come prevenire il DECADIMENT0 C0GNITIV0:

  • Prenditi cura della tua salute fisica: tieni sotto controllo le malattie croniche come diabete ed ipertensione.
  • Mangia cibi sani: evita gli eccessi, i troppi zuccheri, i cibi troppo grassi e le quantità troppo abbondanti. Adotta una buona alimentazione mediterranea.
  • Mantieniti fisicamente attivo: attività fisica regolare aiuta a prevenire malattie croniche e migliora l’equilibrio psico/fisico.
  • Mantieni la tua mente attiva: Il cervello deve essere allenato per non perdere le capacità apprese.
  • Partecipa ad attività sociali: avere una vita sociale appagante mantiene il cervello attivo.
  • Utilizza la giusta integrazione: ad ogni età il corpo può avere difficoltà ad assorbire alcune sostanze nutritive e non ne apporta abbastanza di altre, quindi una giusta integrazione può supportare adeguatamente il proprio cervello.
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IL DECADIMENT0 C0GNITIV0 SI PUO’ CURARE?

Al momento non esiste una terapia consolidata per la gestione del declino cognitivo lieve; un aiuto si può avere dal miglioramento dello stile di vita e dall’utilizzo di integratori a base di vitamina B, Tiamina e Acido Folico; però anche se integratori è sempre sconsigliato l’utilizzo fai da te, sempre meglio rivolgersi ad un professionista ed utilizzare prodotti di alta qualità.

Attualmente non esiste una cura per il DECADIMENT0 C0GNITIV0 , si hanno studi secondo cui può essere utile l’uso di farmaci come gli inibitori della colinesterasi e la memantina.

Il trattamento non farmacologico più promettente  nel deterioramento cognitivo lieve è la stimolazione cognitiva, che si basa sull’idea che l’esercizio regolare del cervello attraverso attività mentalmente stimolanti possa favorire la plasticità cerebrale e mantenere o migliorare le funzioni cognitive.

Gli interventi di stimolazione cognitiva coinvolgono varie attività, come i giochi di memoria, attività di problem solving, esercizi di apprendimento. Attività tutte progettate per allenare il cervello in quanto richiedono l’uso di varie abilità cognitive come l’attenzione, la memoria, la concentrazione, il ragionamento ecc.

Il DETERI0RAMENT0 C0GNITIV0 spaventa tutti, che riguardi noi o persone care; non essere più presenti totalmente a se stessi spesso è un incubo, ecco perché anche la variante psicologica è un altro aspetto da tenere molto in considerazione prima-durante e dopo la diagnosi. Ma di questo parleremo in un altro articolo.

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Se un giorno

Per colpa di un corpo traditore.

io dimenticherò il tuo nome,

tu stringimi forte,

senza farmi respirare.

Lasciami partire,

dove il corpo non può venire….

Ti aspetterò tra le stelle

E con le cose belle

che mi hai dato,

costruirò un mondo fatato.

Lì tu il più amato….

La creatura più dolce del passato.

Giuliana La Cognata