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AUT0STIMA

Tempo di lettura 9 Minuti

COSA E’ E COME AUMENTARLA

Manchi di AUT0STIMA, dovresti avere più AUT0STIMA, il tuo è un problema di AUT0STIMA.

Quante volte avete sentito queste parole? Vi sono state di aiuto? Alla fine avete capito cosa fare per potervi togliere dal pantano in cui eravate caduti?

Molto probabilmente no! E per questo forse ciò che leggerete vi potrà essere di grande aiuto.

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COSA E’ L’AUT0STIMA

Se volessimo trovare una definizione semplice ma efficace potremmo dire che :

L’AUT0STIMA è un senso di

autoapprezzamento,

la fiducia in se stessi,

la fiducia nelle proprie capacità.

E’ l’insieme dei giudizi valutativi che una persona ha di se stesso.

Avere una bassa AUT0STIMA significa non sentirsi in grado di affrontare le sfide della vita, vuol dire dubitare delle proprie capacità sentendosi dei fallimenti. Si è convinti di non essere all’altezza della situazione e per questo si sfugge, si evitano i problemi….ma proprio per questo, proprio a causa di questa fuga, si alimenta un ciclo di scarsa autostima che va a toccare tutti gli ambiti della propria esistenza e non solo più quello iniziale.

Avere una buona AUT0STIMA fa si che la persona si senta adeguata, competente in ciò che fa, capace di affrontare le sfide, capace di raccogliere i frutti della propria fatica che sente propri, non avvenuti per pura botta di fortuna. E questa sensazione di autoefficacia lo aiuta ad affrontare con ancor più fiducia tutte le sfide della vita.

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I 6 PILASTRI DEEL’AUT0STIMA

L’AUT0STIMA di un individuo si forma e si consolida nella prima infanzia, già intorno ai cinque anni si possono individuare bimbi con una buona autostima e altri con una bassa autostima.

Secondo il terapeuta Nathaniel Branden esistono 6 pilastri fondamentali dell’autostima:

  1. Vivere consciamente: vuol dire vivere nel presente, vuol dire non preoccuparsi in modo eccessivo né del passato, né del futuro. Questo lo si può fare affrontando e superando le distorsioni cognitive (le inferenze, le astrazioni selettive, la sovrageneralizzazione, la massimizzazione, la minimizzazione, la personalizzazione e il pensiero dicotomico) attraverso cui leggiamo il mondo, utilizzando tecniche di Schema Therapy, Mindfullness e meditazione.
  2. Essere assertivi: apprendere strategie e tecniche di comunicazione assertiva, imparando a parlare e a parlarsi. Avere la capacità di comunicare in modo più efficace le proprie idee e i propri pensieri.
  3. Essere responsabili: non significa darsi tutte le colpe. Responsabilità e colpa sono due concetti totalmente diversi. Qui si parla di attribuzione delle proprie azioni. Riflettere sulla modalità con cui si attribuiscono le azioni può aiutare ad essere più obiettivi e ciò corregge la propria percezione del ruolo svolto nelle varie azioni, portando ad aumentare la propria autostima. Infatti spesso le persone cercano di spiegarsi un evento collegandolo a una causa. Questa attribuzione si basa su tre dimensioni:
  4. LOCUS OF CONTROL: la causa di successo/fallimento è interna/esterna.
  5. STABILITA’: le cause possono essere stabili o instabili nel tempo, come la facilità ad un compito oppure una botta di fortuna.
  6. CONTROLLABILITA’: non tutte le cause possono essere controllate dal soggetto.

Sembra che l’attribuzione (responsabilità) a cause stabili, controllabili e interne, determinino un innalzamento dell’autostima nell’individuo.

  • Possedere integrità personale: l’autostima si basa sul difendere i propri valori, agire secondo le regole accettate e non cedere alla spirale discendente in cui ci fa crollare la paura.
  • Essere propositivi: significa avere qualcosa da realizzare, avere degli obiettivi, chiara la strada da percorrere davanti a se. Ciò rende chiaro cosa, o meglio chi si è adesso e chi si vuole diventare.
  • Accettarsi: Accettare il fatto che nessuno è perfetto, ma tutti possiamo migliorare e scegliere di farlo. Amarsi così tanto da decidere di essere la miglior opera d’arte della nostra vita.
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TIPI DI AUT0STIMA

L’AUT0STIMA è sempre definita in relazione a ciò che ci circonda, dal punto di vista dell’etichetta. Gli ambiti principali quindi sono:

  • AUT0STIMA SOCIALE, la relazione con gli altri, il sentirsi apprezzato nel tessuto sociale.
  • AUT0STIMA FAMILIARE, riguarda il vissuto all’interno della propria famiglia, quindi la sensazione di essere amati e voluti
  • AUT0STIMA PROFESSIONALE, riguarda il senso di adeguatezza e di efficacia rispetto agli obiettivi scolastici e lavorativi, produttivi.
  • AUT0STIMA CORPOREA
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AUT0STIMA E IMMAGINE CORPOREA

Secondo lo psicoterapeuta Saita, sono tre i meccanismi che interferiscono in modo negativo sulla creazione di una immagine corporea:

  • Attacco diretto o indiretto
  • Proiezione
  • Etichettamento

Nel primo caso la persona subisce un attacco al proprio corpo (ultimamente continui ad ingrassare); nel secondo caso qualcuno in modo inconsapevole, proietta le proprie fragilità inaccettabili e le attribuisce all’altro (la mamma che dice alla figlia di non mettersi la gonna perché ha i polpacci da scaricatore di porto). Nell’ultimo caso vengono attribuite delle etichette alla persona (nasone, ciccione, seno alla meno uno).

Quando una persona viene costantemente sottoposta a uno o a tutti questi meccanismi, impara a vedersi solo ed esclusivamente attraverso questa lente che ne alimenta la disistima.

L’immagine corporea è come il nostro bigliettino da visita non deve essere per forza bello e perfetto, ma ci deve piacere. Il modo in cui ci vediamo e ci presentiamo ha profonde ripercussioni sulla sicurezza che abbiamo in noi stessi. Vedersi brutti, percepirsi sempre inadeguati fa si che sia il corpo, sia la mente non sappiano come stare al mondo.

E tutto ciò non ha nulla a che fare con la bellezza, ma con la percezione soggettiva di noi stessi; persone belle si possono sentire costantemente inadeguate, allo stesso modo persone con difetti estetici si sentono bene con se stessi.

Per questo, anche per l’immagine corporea, prima di tutto bisogna lavorare sulle distorsioni cognitive che ci sono alla base , prendere coscienza delle convinzioni erronee su cui basiamo la percezione di noi stessi. Si devono contestare e modificare le lenti attraverso cui giudichiamo noi stessi, prima conoscere queste lenti, sostituirle e introdurne una di amore incondizionato e desiderio al miglioramento.

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STRATEGIE PER INCREMENTARE L’AUT0STIMA

Per aumentare la percezione positiva di se ci possono essere diverse strategie, come per esempio:

  • Aumentare le proprie capacità di Problem Solving, in quanto avere la ferma convinzione che qualunque cosa avvenga nella vita si “casca in piedi come i gatti”, avere una buona capacità di risolvere i problemi, aumenta la propria AUT0STIMA.
  • Imparare a parlarsi, miglioramento del dialogo interno positivo. Non vuol dire ripetersi frasi di circostanza tipo “andrà tutto bene”, bensì utilizzare le basi della PNL (programmazione neurolinguistica) per trasformare il proprio dialogo con se stessi positivo e propositivo. Piccolo esempio ma importantissimo: parlare di ciò che si vuole e non di ciò che non si vuole.
  • Ristrutturare lo stile di attribuzione, così come ho sopra spiegato nel punto 3: essere responsabili.
  • Migliorare l’autocontrollo, quindi conoscere, comprendere e imparare a gestire il nostro lato oscuro, fatto di pensieri, emozioni e sentimenti di cui quasi non abbiamo consapevolezza ma che determinano le nostre azioni. Ma anche imparare ad accettare i propri insuccessi, perché la vita è fatta da tentativi ed errori. Avere la pazienza di raggiungere gli obiettivi…..e se state pensando “è una vita che aspetto, adesso sono stufo”, riflettete sinceramente un attimo: è una vita che vi allenate pazientemente e aspettate i risultati oppure è una vita che non fate nulla e aspettate lamentandovi un miracolo che faccia tutto per voi?
  • Modificare gli standard cognitivi: se ci poniamo delle aspettative troppo elevate (santini di perfezione che però alzano sempre di più e sempre di più l’asticella), corriamo il rischio di non essere mai all’altezza, di sentirci eternamente inadeguati e ciò influenza la nostra autopercezione riducendo l’autostima. Avere una spinta gioiosa verso l’espansione emotiva, una curiosità inesauribile di miglioramento godendo dello stesso, quindi non fine al raggiungere un obiettivo bensì divertirsi nella ricerca, fa si che possiamo diventare sempre la versione migliore di noi stessi solo per piacere e non per dovere.
  • Potenziamento delle abilità comunicative: “una cosa giusta detta in un modo sbagliato e in momento sbagliato……finisce per essere sbagliata”. Apprendere le strategie di comunicazione assertiva fa si che si impari a far comprendere all’altro ciò che vogliamo veramente dire. Se l’altro non comprende, sentirsi frustrati e dare le colpe agli altri fa solo abbassare la nostra autoefficacia e quindi la nostra autostima, ma avere al nostro arco varie modalità comunicative e saper scegliere quale meglio si adatta per riuscire a far comprendere all’altro il nostro messaggio aumenta esponenzialmente la nostra autoefficacia.
  • Amarsi: Imparare a volersi bene, a prenderci cura di noi stessi, ad essere fedeli a noi stessi e smetterla di abbandonarci appena il gioco si fa duro. Imparare a comunicare con il nostro Bambino Interiore, diventare veramente genitori di noi stessi e smetterla di sentirci figli abbandonati e arrabbiati….. alla fine questo è ciò che darà solidità, stabilità e un nucleo di forza inesauribile a tutti i precedenti punti. Ma è anche in assoluto il più difficile da raggiungere in quanto lasciare andare la rabbia verso qualcosa o qualcuno ci rendere di nuovo responsabili di noi stessi, dei creatori della nostra vita. Non si parla di perdono, si parla di usare quella rabbia come enegia produttiva e non come zavorra che ti lascia sempre fermo.
  • Circondarsi di persone positive e propositive: Un tempo si diceva “dimmi con cui vai e ti dirò chi sei”, probabilmente si intendeva che se ci si circonda di persone che non ci spronano a migliorare noi stessi, ad amare noi stessi, perché già loro non lo fanno……vuol dire che vogliono solo compagni di sventura per non sentirsi troppo soli nel loro pantano. Circondarsi di persone che magari con fatica, ma cercano di prendersi cura di se, può aiutare a rompere quelle tanto odiate etichette che come palle al piede ci tengono nell’immobilità.

L’AUT0STIMA è quindi una qualità che come tale deve essere allenata, ci sono varie strategie che possono aiutare a sviluppare l’amore e l’accettazione di se stessi e tra questi il più importante e duraturo credo che sia il praticare la gratitudine : ogni giorno prima di dormire segna, scrivi almeno tre cose di cui puoi essere grato del giorno appena passato.

All’inizio sembrerà stupido (soprattutto quando il livello della rabbia dentro di noi è molto alto), poi difficile (quando ci si sente ancora molto figli abbandonati), piano piano diventerà sempre più semplice ricordandosi anche di piccole cose. Questo esercizio aiuterà piano piano a spostare il focus dell’attenzione e a correggere le distorsioni cognitive catastrofiche, oltre a dare la carica nei momenti in cui l’umore è un po’ giù.

Il solo fatto di praticare la gratitudine, fa vibrare e percepire a livelli più alti e moltiplica i motivi per cui essere grati. Il detto “piove sempre sul bagnato” può essere visto come le disgrazie attirano disgrazie, ma anche come la gratitudine attira la gratitudine, ma questa è una SCELTA.

Quindi non ti resta che SCEGLIERE e iniziare a lavorare su di te.