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APPRENDERE IL CAMBIAMENTO

Tempo di lettura 7 Minuti

REFRAMING 2.0

Nel precedente articolo abbiamo affrontato la paura del cambiamento, ma ne abbiamo anche sottolineato la necessità evolutiva intrinseca, abbiamo spiegato l’ineluttabilità del cambiamento che avviene sempre, per tutto e per tutti.

Questa può essere vista come una buona notizia: le situazioni difficili, i momenti no, hanno necessariamente una fine, come si dice “….’addà uscì ‘o sole”; ma quando il cambiamento si teme, allora il tentativo di bloccarlo crea un tale attrito da determinare la maggior parte della sofferenza dell’essere umano. Se però ci soffermiamo su quanto appena detto, non è il cambiamento di per sé a farci soffrire, anche se erroneamente lo riteniamo responsabile, bensì l’attrito che la nostra resistenza crea, il nostro non saper fluire con la corrente. Allora è qui che possiamo intervenire per apprendere come far avvenire il cambiamento senza soffrire.

Nel coaching esiste una tecnica chiamata Reframing o se vogliamo essere più nostrani reincorniciamento o ristrutturazione, che insegna ad osservare le situazioni da diversi punti di vista e ciò permette di cambiare la maniera di porsi di fronte alle avversità della vita (il cambiamento è spesso visto come una avversità da dover affrontare, che sia un cambiamento positivo o negativo).

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Cambiando il punto di vista con cui guardi le cose può aiutarti a trovare soluzioni e lati positivi inaspettati.

Anni fa vi era la pubblicità di una nota marca di chewing gum, oggigiorno accusata di body shaming…..ma vabbè questa è un’altra storia. In questa pubblicità vi era una ragazza “diversamente magra” che andava in una spiaggia modello baywatch e vedeva solo ragazzi e ragazze fighissime; quindi stende il suo asciugamano, inizia a masticare la una gomma e chiudendo gli occhi spera, spera, spera. Quando li riapre subito guarda il suo corpo che è rimasto assolutamente identico ma…….appena si guarda intorno vede che tutto il resto del mondo è “diversamente magro” e che quindi lei appare come una bellissima ragazza che tutti guardano.

Ecco, il cambiamento di punto di vista, il reframing, subito mi fa venire in mente questa pubblicità.

Lo so che in genere nella vita non basta masticare una gomma e sperare, ma trovare aspetti positivi ad una situazione o ad un evento difficile, può modificare le tue emozioni e con uno stato d’animo più leggero e la mente meno appesantita si trovano più soluzioni.

L’evento di per sé non cambia subito come per magia, la vita non è una pubblicità, cambia però il significato che si attribuisce all’evento e che molto spesso è legato alle nostre distorsioni cognitive (ne ho accennato anche nello scorso articolo, giuro che il prossimo sarà su questo argomento), cambiano quindi le emozioni e queste possono produrre una spinta ad agire invece di crogiolarsi nell’autocommiserazione, ad attuare comportamenti diversi più funzionali……a cambiare e a farlo non perché costretti, non con tanta sofferenza, bensì come scelta strategica consapevole.

Il reframing è quello che fanno per indole o per abitudine gli ottimisti  e qui mi viene in mente un libro mal compreso e da me stessa in adolescenza odiato Pollyanna, se non lo avete mai letto fatelo. La protagonista faceva il gioco della felicità, cioè di fronte ad un evento negativo si doveva trovare almeno tre elementi positivi. Da adolescente dark, quanto la odiavo! Poi diventando grande e spendendo tempo e denaro nella mia formazione, studio che gli ottimisti passano la loro vita a riformulare le loro esperienze, cercano automaticamente il positivo in ogni situazione e reinterpretano per attivare un significato positivo ad ogni esperienza.

I pessimisti invece, si comportano in maniera opposta e reinterpretano le loro esperienze di vita ricercando gli aspetti negativi, in base alle proprie distorsioni cognitive.

Il reframing  aiuta a trovare una prospettiva di vita più utile ed efficace. Quindi Pollyanna, che consideravo una scema patentata, era già a livello guru e a me ci sono voluti anni e soldi per arrivare allo stesso livello. Morale: mi conveniva capire bene quello che leggevo, e insieme a questo libro ci metto anche il piccolo principe e altri.

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Come applicare questa tecnica di CAMBIAMENTO nella vita quotidiana?

Puoi fondamentalmente cambiare prospettiva in due modi:

  • Ristrutturare il contesto: si cerca di trovare un contesto diverso in cui la stessa esperienza  o un dato comportamento, o un lato del proprio carattere considerati negativi possono assumere un significato diverso e possono rivelarsi utili.  Il context reframe si pone sostanzialmente una domanda: “in quale altro contesto questa mia caratteristica potrebbe essere utile?”.

E’ quello che  vediamo in moltissimi film in cui magari il protagonista ha, per esempio una precisione ossessiva dei dettagli che in molti contesti della vita quotidiana lo rendono eccentrico, ma che allo stesso tempo lo rendono un detective della omicidi in assoluto geniale.

  • Ristrutturare il contenuto: si cerca di dare al medesimo evento o comportamento o situazione, un significato diverso e positivo. Il content reframe  si pone sostanzialmente la domanda: “Che altro significato potrebbe avere questo comportamento? Cosa può significare di positivo questa situazione?” . E qui rientra un po’ il concetto del non tutto il male viene per nuocere, immaginate un uomo che viene licenziato e si trova senza lavoro, invece di abbattersi in un angolo può vedere questo evento come la possibilità di mettere veramente in atto il progetto/sogno lasciato nel cassetto per anni, tanto non avendo più nulla da perdere ha solo da guadagnarci nel provarci. Oppure immaginate di lavorare con un capo ufficio odiosissimo ma avete famiglia e sette bocche da sfamare; la domanda è: la situazione dipende da te? Risposta…..NO. Seconda domanda: dipende da te come puoi viverla? Si, allora puoi cercare aspetti positivi, che cambiano l’umore, con l’umore migliore vengono in mente diverse soluzioni, le si applica e la situazione cambia.

Nel reframe si usa il potere dell’immaginazione, cioè si “fa finta come se….”, di modo da proiettare se stessi e la situazione in cui abbiamo già raggiunto lo scenario desiderato.

E’ il principio della Profezia che si autoavvera, il fenomeno mentale per cui è molto più probabile che le nostre aspettative si verifichino, quando siamo concretamente convinti che si avvereranno. E nel creare mentalmente scenari apocalittici siamo bravissimi, emotivamente coinvolti  e guarda caso…..spesso ci azzecchiamo. Facciamo però fatica ad usare la stessa potenza nel versante positivo; ho scritto tempo fa un articolo che da un contributo per comprendere meglio questo punto Impara a parlarti.

Quello in cui crediamo agisce direttamente sui nostri pensieri, sulle nostre emozioni e quindi sui nostri comportamenti (leggetevi anche  Pensare più in grande ). Se siamo convinti di non riuscire in una determinata cosa è molto probabile che non ci riusciremo, viceversa aumenteremo le probabilità di riuscirci.

Agire “come se….”, oltre ad impattare positivamente sul nostro mondo emotivo e  di conseguenza cambiare la prospettiva delle cose, modifica anche la percezione che gli altri hanno di noi , innescando un processo di cambiamento anche nella visione delle persone che ci circondano, negli stessi contesti sociali.

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Esercizio facile facile:

Prendete carta e penna, definite la situazione problematica e provate a rispondere a queste domande:

FASE VISUALIZZAZIONE

  1. Come mi sentirei e cosa farei se avessi già risolto la situazione problematica?
  2. Quali sono le mie qualità che mi hanno aiutato?
  3. Che benefici ho ottenuto?
  4. Come mi sento avendo superato tutto ciò?

FASE AZIONE:

  1. Quali azioni anche piccolissime posso immediatamente attivare per comportarmi “come se…”?
  2. Quali abitudini e comportamenti voglio modificarmi per fare “come se…”?

Ricordiamoci che non siamo barchette alla deriva, non siamo spettatori passivi della nostra esistenza, siamo attori del nostro cambiamento. Siamo noi i registi della nostra vita.

Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare

Ben Herbster