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AD0LESCENTI S0TT0 STRESS

Tempo di lettura 6 Minuti

                                                                                                                 

Sempre più AD0LESCENTI S0TT0 STRESS entrano in contatto in modo prematuro con ansia ,angoscia, problemi psicologici, malesseri molto spesso innescati dall’obbligo sociale, sempre più imperante, di dover dimostrare agli altri…..

Dalle ultime indagini 6 giovanissimi su 10 sostengono di soffrire di una qualche forma di disagio causato dal contesto all’interno del quale vivono e che richiede performance sempre più elevate. Da questo disagio prendono poi vita Attacchi di panico, alterazioni del rapporto con il cibo, modifiche del ritmo sonno-veglia, difficoltà nell’attenzione e nella concentrazione.

In questo terreno fertile di disagi e difficoltà, proliferano emozioni come l’irrequietezza, la solitudine, la rabbia sia rivolta verso se stessi che verso gli altri e proprio questa rabbia li può condurre verso il bisogno di “anestetizzarsi” nel vano tentativo di non pensare. I ragazzi cercano di non pensare utilizzando l’ancestrale meccanismo di evitamento-fuga, fuga nei videogiochi, film, serie tv, social media, ma anche in gesti estremi e nell’utilizzo di droga, farmaci e alcool nel tentativo di staccare la spina.

Molti adolescenti ammettono di percepire un forte senso di turbamento quando devono affrontare situazioni sociali, nel caso in cui sono chiamati a partecipare attivamente ecco che provano disagio e tendono a sfuggire i momenti collettivi. E tra questi momenti collettivi la scuola è quella che crea più disagio, in cui i ragazzi si sentono preoccupati e timorosi quando per ovvie ragioni sono sotto l’attenzione di coetanei e insegnanti, per interrogazioni o lavori di gruppo. Sentono l’impulso di voler fuggire, di scappare via, ma non riuscendo ad evitare molti spesso somatizzano.

Molti adolescenti si sentono spesso arrabbiati con se stessi e con gli altri, sono frequentemente in preda alla solitudine e riferiscono di essere attanagliati dalla tristezza.

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RICONOSCERE GLI AD0LESCENTI S0TT0 STRESS

Alcuni segnali sono estremamente indicativi della presenza di un forte stress negli adolescenti:

  • Cambiamenti nel comportamento: questo punto è evidente soprattutto quando si riscontra una chiusura sociale, quando un adolescente rimane chiuso in casa e limita le sue interazioni con il mondo esterno. Ma può avvenire che il ragazzo eviti solo alcune situazioni, o alcune persone, o decida di rinunciare a delle attività che in precedenza gli creavano gioia.
  • Alterazioni ciclo sonno-veglia: spesso ha difficoltà ad addormentarsi, di sente molto spesso stanco o addirittura, al contrario, dorme molto più del solito.
  • Sintomi fisici: gli adolescenti stressati spesso hanno mal di testa, nausea, mal di stomaco, vertigini o altro;  da qui l’uso esagerato di farmaci.
  • Modifiche alimentari: l’approccio con il cibo inizia a modificare. Il cibo è modulatore delle emozioni per eccellenza e sotto stress gli adolescenti possono iniziare a mangiare poco, esprimendo una mancanza di appetito, oppure al lato opposto abbuffarsi usando il cibo come zavorra emotiva.
  • Malumori e Irritabilità: i ragazzi sotto stress possono essere più irritabili del solito, hanno un continuo stato di malumore, tendono a cercare di irritare gli altri per scatenare un litigio “liberatorio”.
  • Evitano le proprie responsabilità: molto spesso gli adulti intorno ad un adolescente sotto stress riportano la sua “strafottenza”, lo smettere di essere e sentirsi responsabile dei propri compiti, dei propri obblighi e di tutto ciò a cui invece prima teneva.
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7 STRATEGIE PER AIUTARE GLI AD0LESCENTI

Quando gli adulti intorno ad un adolescente identificano in lui livelli di stress elevati, oppure lo stesso adolescente si rende conto che qualcosa non va e chiede aiuto, si devono trovare modi efficaci ed efficienti per risolvere la situazione.

  1. Riconoscere lo stress: per essere affrontato e risolto, lo stress prima deve essere riconosciuto, quindi se si nota o percepisce un periodo di ansia con varie sintomatologie, è sempre meglio affrontare i fattori che stanno causando questo problema. Ricordiamoci che tutti i disagi psicologici non affrontati e risolti, non spariscono nel nulla, ma tendono quasi sempre ad intensificarsi.
  2. Aprite la comunicazione: parlare e cercare di aiutare l’adolescente a parlare di cosa prova è di vitale importanza. Spesso non si ha il tempo, il modo e il luogo adatto per aiutare un ragazzo a sentirsi a proprio agio e libero di comunicare cosa prova e cosa pensa. Alcune volte queste variabili devono essere create ad hoc per permettere all’adolescente di sentirsi sicuro e aprirsi. Ma spesso tutto ciò è difficile e quindi è necessario, anzi, caldamente consigliato, rivolgersi a un professionista. Non perché il genitore, o l’insegnante o gli altri adulti intorno agli adolescenti non sono adeguati, ma un professionista già di definizione non è giudicante, non è coinvolto, ha un setting accogliente e neutro dove l’adolescente può esprimere tutto se stesso. E da queste posizioni di vantaggio può riuscire più velocemente ed efficacemente a raggiungere le emozioni e la fiducia del ragazzo.
  3. Parlare di emozioni: se si impara ad identificare le proprie emozioni, interpretarle e dar loro un nome, sarà più facile integrarle e riflettere si di esse e così facendo digerirle senza che essere prendano il comando.
  4. Identificare il tipo di stress: è necessario identificare il prima possibile il tipo di stress che attanaglia l’adolescente per trovare la strategia e la soluzione migliore, capire se: 1)lo stress è continuo, e non si sa identificare la fonte. 2) E’ legato ad un argomento: ad un fatto specifico, ad una persona o situazione, ben definibile ed identificabile. 3) E’ il risultato di problemi: problemi quotidiani che sfuggono al suo controllo e non sa come gestirli.
  5. Non tutto lo stress è cattivo: lo stress nella giusta misura può far bene,  mantiene vigili e focalizzati, è l’eccesso quello che crea problemi e difficoltà. Capire la differenza, aiuta a non entrare in agitazione e in panico ai primi livelli di stress a causa dell’ormai attivato condizionamento, per cui si sta bene solo nella totale assenza di stress. Questo però non è funzionale, in quanto il giusto stress migliora il nostro apprendimento, le nostre prestazioni e la nostra crescita personale.
  6. Capita a tutti: parlare con l’adolescente e fargli capire che non succede solo a lui, ma che molti affrontano una situazione simile e sono riusciti ad affrontarla, lo aiuta a diminuire la sensazione di solitudine e del sentirsi incapace, mentre gli altri sembrano tutti più bravi.
  7. Lasciatelo risolvere il problema: la frustrazione di vedere chi si ama soffrire è difficile da gestire, ma il compito degli adulti è osservare, ascoltare, supportare, aiutare……ma mai risolvere al posto degli adolescenti. Se dopo averlo aiutato a capire e dopo avergli insegnato le strategie necessarie, si continua sostituendosi a lui, si toglie al ragazzo la possibilità  di imparare ad affrontare le difficoltà. Lasciare che gli adolescenti risolvano da soli, ma solo dopo “averli messi in piedi”, gli farà acquisire fiducia e riuscirà in futuro ad affrontare le difficoltà della vita con maggiore fiducia e serenità.
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Il come effettivamente attivare i 7 punti sopra descritti potrebbe non essere facile, per questo ricordo che non c’è assolutamente nulla di male nell’appoggiarsi ad un professionista che può aiutare l’adolescente, ma anche gli adulti intorno a lui a capire come meglio approcciarsi e aiutarlo veramente.

Essere adolescenti non è mai stato facile, ma nemmeno avere a che fare con gli adolescenti è semplice.

Madre Natura è provvidenziale.

Ti concede 12 anni per imparare ad amare

i tuoi bambini prima di

farli diventare adolescenti.

                                                                                                               William Galvin